Lettere
22 Aprile 2013
Cristo Morto, una tradizione di fede che si rinnova

Anche quest’anno il rito più antico della nostra tradizione, la processione del Cristo Morto, si è concluso tra l’attenta partecipazione dei civitavecchiesi che, come sempre, riservano a questa pratica di pietà, l’importanza che merita.
I preparativi hanno impegnato i confratelli e le consorelle dell’Arciconfraternita del Gonfalone e sono stati tutti tesi ad offrire una solenne e seria manifestazione di fede.
Ogni anno il mistero si ripete: la Processione prende corpo in Piazza Leandra, cuore pulsante delle nostre radici, e si snoda per le vie della Città tra una grande ala di folla, attenta e partecipe, com-mossa, numerosissima e silenziosamente implorante. Insieme ai penitenti, ai portatori, ai confratelli, ai sacerdoti anche il popolo ha pregato, rispondendo alle invocazioni, alle riflessioni ed alle solleci-tazioni proposte dal nostro nuovo Vescovo Mons. Carlo Chenis.
Egli ha voluto, per la prima volta, condividere la penitenza e la preghiera dei suoi; ha incontrato i penitenti prima della processione, riflettendo insieme a loro sul valore del loro gesto, che pur essendo di antiche origini, si ripropone oggi come preghiera per tutti noi e per coloro che ancora sono in cerca della vera fede; poi ha camminato insieme a noi per le strade di Civitavecchia che per due ore sono calate nel silenzio, sottolineato dalle preghiere, dalle catene trascinate sull’asfalto e dalle note meste e solenni delle marce funebri eseguite dalle due bande cittadine.
La gente, “i civitavecchiesi”, ha dato ancora una volta la dimostrazione che l’interesse per le “cose che contano” è superiore a qualsiasi altro richiamo.
C’eravamo tutti per partecipare al rito che ricorda la Passione e Morte di Gesù ed il suo trasporto alla sepoltura.
La consapevolezza che il dolore sarà presto superato dalla gioia, che alla mestizia dei patimenti su-bentrerà la felicità della Risurrezione, è stata dimostrata, nella Piazza, dove uno scrosciante applau-so liberatorio da parte dei molti presenti, ha salutato la felice conclusione della Processione con la “volata” del Carro del Cristo Morto che, con un ultimo sforzo, i portatori hanno fatto arrivare, attra-verso la salita di via Piave, correndo, in piazza Leandra.
Le toccanti note di due celebri brani che le bande musicali hanno eseguito tra la commozione della gente e lo scambio degli auguri di buona Pasqua, hanno siglato definitivamente l’edizione 2007 della Processione del Cristo Morto.
L’appuntamento con la fede, la storia e la tradizione proposte dalla sacra manifestazione è per il prossimo anno, intanto ognuno è impegnato a farsi carico di stare vicino all’antica Arciconfraternita del Gonfalone, con il supporto economico, la dimostrazione di amicizia, ma soprattutto con la pre-ghiera costante e sincera.

Una notazione finale: il prossimo Sindaco dovrà rivedere la sistemazione di Corso Centocelle che, oltre ad aver perso la sua connotazione di asse che univa il mare, e quindi il porto, alla città, non consente lo svolgimento di nessuna attività, con sicurezza e tranquillità, essendone difficoltoso il solo passaggio.

Gianni De Paolis