Sport
22 Aprile 2013
Impiantistica, ecco la ricetta del Coni

Mentre sul tavolo dell’assessore allo sport Romagnuolo giacciono i tanti e annosi problemi dell’impiantistica cittadina, dal Coni, attraverso il fiduciario Pierluigi Risi giungono interessanti spunti su come affrontare le questioni. Un contributo interessante, che Risi propone con il solito garbo e con grande rispetto, ma che a nostro avviso andrebbe seriamente preso in considerazione:  “La gestione degli impianti sportivi cittadini, in generale, e la gestione degli impianti natatori, in particolare – afferma Risi – costituisce, da sempre, un punto dolente della politica sportiva della nostra città, che lascia, alternativamente, soddisfatti pochi ed insoddisfatti molti utenti ed operatori sportivi. Al riguardo, per una più compiuta definizione del problema, è necessario introdurre il concetto di funzionalità della gestione che riassume in sé i concetti di economicità, efficienza ed efficacia applicati ai diversi aspetti della valutazione economica dell’erogazione dei servizi ad utenti di diversa tipologia, le cui caratteristiche è opportuno: definire per individuare chi gestisce cosa, in che modo si intende gestire o
quali costi si debbano sopportare a fronte di una efficienza ed efficacia che costituiscono parametri di valutazione anch’essi determinabili. La necessità di definire correttamente le misure di funzionalità della gestione degli impianti – aggiunge – costituisce un prerequisito essenziale per una applicazione concreta, avvertenza tanto più importante quanto più la cultura manageriale ed organizzativa incontra forti resistenze a diffondersi non solo a livello degli Enti locali, ma anche e soprattutto tra gli operatori sportivi professionalizzati. L’attenzione alla correttezza metodologica è particolarmente importante, perché sono molti i soggetti interessati alla gestione ed alla funzionalità (cittadini utenti, gruppi organizzati di utenti, associazioni e società sportive, comune proprietario, privati cittadini, sindacati, coalizioni e partiti politici locali, enti di promozione sportiva, circoli ricreativi aziendali, ecc…), riassumibili sinteticamente nelle tre categorie: Polo pubblico, commerciale e Associativo. In assenza di una metodologia accettata da tutti e capace di costituire una base oggettiva di verifica, si corre sempre il rischio che ciascuno di questi soggetti, che rappresenta interessi non necessariamente contrapposti, ma sicuramente non coincidenti, sia spinto ad operare valutazioni e ad esprimere giudizi sulle modalità di concessione di un servizio così importante non adeguatamente fondate sui indicatori di tipo oggettivo. Da ciò l’importanza: di adottare tecniche di misurazione che costituiscano un linguaggio condiviso da tutti, di segnalare in modo puntuale ed incontrovertibile le inefficienze più vistose e di fornire, al contempo, indicatori oggettivi. A tal proposito, assume particolare valenza la questione della correttezza ed esaustività del sistema informativo degli Enti locali, per impostare un serio programma di valutazione delle prestazioni che non si esaurisce con il solo passaggio dalla contabilità finanziaria a quella economica (per centri di costo), specie nel caso dell’Ente Locale appare necessario: disporre, in tempi brevi, le attività di controllo e verificare i dati informativi, economici su costi e ricavi e fisici sul servizio erogato, prodotte e diffuse da uffici interni attrezzati per svolgere questa importantissima funzione. La misura dell’indice di efficienza, espresso come rapporto tra risorse impiegate e risultati ottenuti e quello di efficacia, espresso come rapporto tra risultati ottenuti e risultati attesi, sono misurabili sia nel tempo che nello spazio. L’analisi dell’andamento temporale dei costi dovrebbe essere uno strumento peculiare e privilegiato dell’Ente Locale in grado: di fornire indicazioni sintetiche sui risultati conseguiti e sulla capacità mostrata, di migliorare le proprie prestazioni (migliore qualità del servizio erogato a costi quantitativamente minori). Non va dimenticato, infatti, il ruolo fondamentale svolto dall’Ente Locale nella promozione e diffusione dello sport fra tutti i cittadini sotto il duplice spetto: della quota di fondi pubblici da destinare al finanziamento di quelle attività sportive che hanno una specifica valenza pubblica e sociale; del modo in cui il potere pubblico locale concepisce il proprio ruolo nella gestione e nello sviluppo dello sport. Questo fiduciariato – conclude Risi – è disponibile, come sempre, a fornire le informazioni statistiche e documentali del proprio osservatorio permanente sul fenomeno sportivo locale, al fine di contribuire ad una definizione il più possibile oggettiva dell’annosa e mai del tutto risolta questione della gestione degli impianti sportivi cittadini”.