Si è concluso con una fumata nera ed una sostanziale bocciatura da parte dei sindacati confederali del testo approvato lo scorso 8 gennaio, l’incontro svoltosi qualche giorno fa presso l’Assessorato al Lavoro sulla vicenda interporto. Al summit erano presenti anche rappresentanti del Comune, dell’Autorità Portuale, delle varie società coinvolte nei corsi di formazione (Lazio Libri, Sviluppo Lazio e la stessa Icpl) e degli stessi corsisti. Cgil, Cisl e Uil infatti, si dichiarano «sorpresi di come l’Assessorato al Lavoro, abbia potuto firmare un accordo che non tutela nella maniera più assoluta i corsisti». Inoltre la segretaria della Filt Cgil sottolinea come su espressa richiesta, «la Icpl si sia rifiutata di fornire il piano industriale e, cosa assai più grave, non abbia chiarito con quali criteri sia stata stabilita una priorità nelle assunzioni di coloro che avevano completato i corsi. Quelle risposte ci sono dovute, dal momento che per i corsi sono stati spesi un fiume di soldi pubblici e visto che, per quel che ne sappiamo, la graduatoria finale è stata accantonata ed è stata effettuata una nuova selezione operata attraverso colloqui con uno psicologo, senza un motivo apparente. Infine la società non è stata in grado di spiegare come mai siano state finora assunte 36 persone, 34 delle quali con contratti a tempo determinato, part-time e per giunta tutti con lo stesso livello, sebbene svolgano mansioni diverse». Sulla stessa linea anche le critiche del presidente della Camera del Lavoro Franco Boriello, secondo il quale la Icpl non ha ancora reso note le sue strategie «ed anzi mantiene un atteggiamento sfuggente, mentre dall’altra parte la regione preferisce tenere un atteggiamento “ponziopilatesco”». Duro infine anche Domenico Barbera, segretario della Fit Cisl, secondo il quale le opportunità di sviluppo per l’interporto sono grandi, «ma ben poco ad oggi si vede salvo qualche bella speranza. Si parla per ora in modo generico di un accordo con una compagnia di crociere, ma non è dato sapere nemmeno fino a che punto questa alleanza si tradurrà in assunzioni stabili. È chiaro – afferma Barbera – che si tratta di una iniziativa prematura che si fa fatica a gestire. Ma il nostro timore è che si stiano illudendo molte persone, visto che in base all’accordo dell’8 gennaio, non è chiaro nemmeno quanta libertà abbiano i corsisti in attesa di assunzione, di andare a cercare altri lavori, senza perdere la priorità acquisita».
Cronaca
22 Aprile 2013
Interporto, i sindacati confederali bocciano l’accordo

