Amministrazione
22 Aprile 2013
La via &egrave; privata: decine di famiglie restano senza fogne <br />

Almeno 100mila euro di finanziamenti pubblici andati letteralmente in fumo e decine di famiglie costrette a rinunciare ad un impianto fognario finalmente allacciato alla rete cittadina. Sono queste, stando all’allarme lanciato dai residenti della zona, le disastrose conseguenze della decisione assunta dal titolare di un terreno sul quale insiste parte di Strada Santa Lucia (la cui natura privata non era stata evidentemente considerata in sede di progettazione), di impedire il passaggio delle tubazioni, che avrebbero dovuto, dopo quasi trent’anni, collegare l’intera zona all’impianto fognario cittadino. I lavori fanno parte di un maxi progetto, finanziato dalla Regione, allora guidata da Storace, su insistente richiesta della Giunta De Sio, per un totale di ben sei milioni di euro e che prevede il completamento della rete fognaria di tutto il quartiere di Santa Lucia, della parte alta di via Braccianese Claudia e di Sant’Agostino oltre all’installazione, non più derogabile, di un nuovo depuratore. Tutto è filato liscio, finché la ditta ha avviato i lavori nella Strada Santa Lucia. Il progetto in quel punto prevede, o meglio prevedeva, non solo la posa di tubi, ma anche l’installazione di un impianto di sollevamento (indispensabile per le porzioni di rete che si trovano in dislivello, più in basso rispetto alla tratta principale), che consentisse di pompare i liquami fino alla dorsale di via Braccianese Claudia. Parte della strada, tuttavia, anche se di pubblico accesso da oltre trent’anni, ricade tutt’oggi, su una proprietà privata, cosa della quale nel progetto non si fa menzione. Il titolare, dunque, accortosi dei lavori, ha inoltrato una denuncia alla ditta, intimando lo stop a ruspe ed operai. E pensare che sarebbero bastate solo poche decine di metri per raggiungere il punto in cui il progetto prevedeva l’installazione della pompa di sollevamento, che avrebbe significato per decine di famiglie l’addio alle cosiddette fosse Imhoff (che vanno periodicamente svuotate con l’autospurgo) e finalmente l’allaccio alle fognature. Risultato: l’impianto non può più essere realizzato e la ditta ha quindi defalcato questa parte dell’opera (dal costo di circa 100mila euro) da quelle appaltate grazie al finanziamento Regionale. Come se non bastasse, di conseguenza, gli oltre duecento metri di tubazioni realizzate finora (con gli intuibili disagi per i residenti), proprio per via del depennamento dell’impianto, saranno inutilizzabili e l’allaccio alla rete fognaria per i residenti è destinato a rimanere, almeno per ora, solo un miraggio. È possibile che il Pincio decida ora di intavolare una trattativa con il proprietario del terreno, ma comunque la parte restante delle tubazioni (poche decine di metri) e la pompa di sollevamento, a meno che non arrivi presto un accordo, dovranno essere realizzate a spese del Comune. Un problema simile la ditta lo aveva incontrato anche per l’accesso a via Carlevaro, altra traversa di via Braccianese Claudia, ma in quel caso i lavori non sono mai iniziati. Sebbene, anche lì, un intervento autonomo del Pincio, costerebbe altri 60-70.000 euro. Che si tratti di una ‘‘distrazione’’ di chi redasse il progetto o di una mancanza di senso civico del proprietario del terreno, il dato resta che decine di famiglie, nonostante i fondi della Regione non potranno godere di servizi primari e che qualora questi dovessero essere realizzati, a pagare saranno, come sempre, i cittadini.