Politica
22 Aprile 2013
«Chi preme per l’Ato è senza ritegno»

Lo scioglimento del consiglio comunale non ha minato, anzi ha rafforzato, il fronte del no al passaggio del Comune al servizio idrico integrato di Acea Ato 2. In una nota, diciotto ex consiglieri comunali di maggioranza e opposizione (i firmatari delle dimissioni che hanno provocato la caduta di Saladini più Aldo Gatti e Salvatore Palmeri)denunciano come “strumentali ed immotivate le pressioni di chi, approfittando di una contingente e temporalmente sospetta non potabilità dell’acqua, continua a sostenere, senza ritegno alcuno, la necessità di affidare proprio all’Acea la gestione delle acque, pretendendo di premiare chi, invece, dovrebbe essere punto”. Il riferimento è al depuratore di Vejano, gestito dall’Acea che, in base ai riscontri operati dal Roan della Guardia di Finanza, è risultato scaricare liquami nel fiume Mignone, la cui acqua è destinata, come noto, all’uso potabile. Secondo gli ex rappresentanti della massima assise alla scarsa convenienza economica per i civitavecchiesi derivante dalla gestione diretta di Acea “Si aggiunge oggi la scarsa credibilità di un’azienda che ha dimostrato di non tenere in nessun conto non solo il prezioso bene dell’acqua ma anche la salute dei cittadini”. I diciotto ex consiglieri non fanno nomi ma si docono convinti che “la pervicace insistenza nel riproporre ciò che il Consiglio Comunale ha bocciato da parte di chi intende approfittare di un momentaneo vuoto politico per ribaltare la decisione del Conisglio, costituisca una minaccia per la vita democratica della nostra città prima ancora che un’intollerabile ingerenza dettata da interessi di parte e dannosa per la nostra città” e perciò auspicano “che il commissario rispetti la volontà popolare, espressa dal consiglio comunale, di non aderire all’Ato2 e di risolvere il problema della non potabilità causato da Acea, lasciando ogni ulteriore decisione al nuovo governo cittadino”“. Una presa di posizione forte, ancor più significativa in quanto traversale ai partiti, da destra, a sinistra, al centro, alle liste civiche. E che ribadisce e aggrava un fronte di divisione all’interno dell’Unione che, alle prese del programma elettorale, dovrà dirimere il nodo della contrapposizione tra il sì e il no all’Ato. E visto che la gestione dell’acqua è uno dei punti cardine del futuro della nostra città, la missione è davvero difficile.