”E’ ora di cambiare..Di cambiare azione politica, linee programmatiche, strategie ed obiettivi. Tempi duri per la sinistra nella nostra città dopo la debacle del risultato elettorale.Si apre ora una nuova fase, di ricostruzione, di “svecchiamento della classe dirigente”, che non può non ripartire dalle nuove leve. La sinistra credo debba fare mea culpa, per i litigi interni, l’assenza di un programma alternativo, per il forte attaccamento alle poltrone, per non avere saputo trasmette nell’elettorato quei valori di sinistra che nella nostra città sono ancora presenti, ma debbono essere curati e portati alla luce. Per far questo bisogna ripartire da quello che di buono è rimasto, ma soprattutto da Nicola Porro.La sinistra è riuscita ad essere divisa anche su un candidato di spessore come il professore, che ha saputo, nonostante la brevità della campagna elettorale e i potenti mezzi finanziari del candidato del centro destra, conseguire un buon risultato elettorale.
Da qui bisogna ripartire, rimboccandoci le maniche e “dandoci da fare”… Certi “senatori” poi dovrebbero avere l’umiltà e l’onestà intellettuale di lasciare spazio alle nuove leve, altrimenti non se ne esce.La loro azione politica è diventata sterile, inadeguata, non rispondente alle esigenze della città. Non basta dire ai giovani “dovete fare esperienza” oppure vediamo come vai…Non siamo in un concorso, non siamo in azienda dove i capi ti governano a loro piacimento!L’alibi dell’esperienza è un mezzo per dire “io resto ancora per una decina di anni”, poi tu prenderai il mio posto! Cari giovani, svegliatevi, portati avanti le vostre idee,lasciate stare i vostri cattivi maestri…
Siete, o meglio siamo giovani, (chi vi scrive ha 26 anni), dobbiamo essere intraprendenti, slegati dalla cupola del padrino, perchè la politica oggi di questo ha bisogno.
Ha bisogno di noi, del nostro operato, della nostra voglia di fare. I nostri padri non sanno più trasmettere, sono sempre gli “stessi”, hanno consegnato il governo cittadino nelle mani del Centro- destra, e di fronte ai microfoni auspicano l’appoggio delle nuove leve, ma non mollano le loro poltrone! Stiamo attenti cari coetanei, il futuro è nelle nostre mani. Abbiate la forza di andare contro i Vostri maestri, perchè vi stanno facendo una cattiva scuola…Non possiamo essere solo i burrattini, è arrivato il nostro momento! Scendiamo in campo da soli!”
Giordano Rapaccioni
Studente universitario


