E’ la prima volta che sento l’esigenza di scrivere ad un alto Prelato per manifestare Lui rispetto e positivo apprezzamento per come sta vivendo,in questi primi mesi,il suo rapporto con la città e con le problematiche che la attraversano.
Ogni azione va interpretata per come la si vive nell’immediato e per il significato che le si vuole riconoscere; per questo,Eccellenza,mi permetto di interpretare il Suo incontro con gli operatori del mercato cittadino ,insieme alle autorità comunali,come l’apertura di un nuovo corso di rapporti e di sinergie che si intreccerà tra autorità civili e Curia. Io ,da sempre laica, convinta della separatezza dei poteri e poco incline ad accettare l’ingerenza della Chiesa in tutto ciò che attiene alla libertà delle coscienze,trovo altresì importante che nelle comunità locali si attivino tutte le energie e le volontà perché in quelle stesse comunità si possa determinare il miglioramento delle condizioni di vita,si elevi il livello culturale della popolazione,si annullino le emarginazioni. Un modello innovativo di interventi da parte del Vescovo ,un nuovo modo di partecipare anche alla realizzazione di opere materiali desta in me molto interesse e può essere anche di rottura di vecchi schemi e di dicotomie fra laici e cattolici che oggi mi sembrano meno appassionate ed appassionanti rispetto al passato anche recente. Il rapporto fra chi ha una missione religiosa e chi ha scelto una missione civile deve però essere improntato a parer mio nella massima chiarezza.
Oltre alla risoluzione di problemi concreti , credo infatti che il suo contributo debba essere volto al principale problema che da qualche tempo attraversa la vita politica cittadina , che rischia di inquinare i rapporti tra ceto politico e cittadinanza e che è il sostanziale disconoscimento della funzione etica della politica.
Non Le parla,Eccellenza,una persona estranea alla vita politica della nostra città ,anzi credo che nei periodi in cui ho ricoperto incarichi politico-amministrativi di particolare rilievo, non ho agito con sufficiente incisività per cercare di emarginare comportamenti di individualismo esasperato che investivano partiti ed istituzioni ,rispondendo al disagio che spesso,insieme a tanti altri provavo,con la correttezza della mia condotta individuale. I partiti hanno da tempo abdicato al ruolo di comunità nelle quali si cresceva,si rispettavano regole,si codificavano comportamenti,si interiorizzavano valori collettivi che divenivano elementi fondanti di partecipazione attiva.
Ora,chi si vanta pubblicamente di non appartenere a nessun partito ma chiede consenso ai cittadini,nel rappresentarli non può garantire loro coerenza di idee e di contenuti se non nella rispondenza ad un semplice programma di coalizione ,spesso estemporanea,riducendo il tutto a mero pragmatismo ed a momentanei intrecci personali. Si può anche,in siffatte condizioni,minimizzare comportamenti individuali poco chiari e censurabili,portati prima all’attenzione dei cittadini e poi rimossi ed il pericolo è, Eccellenza, che il richiamo alla moralità individuale di chi rappresenta le istituzioni,venga tra un po’ di tempo considerato retaggio di ideologie , di vecchie logiche che non ci appartengono più. Con il rispetto che ho per la Sua persona e la Sua missione pastorale, mi auguro che Ella saprà trovare le parole giuste perché il Suo lavoro nella Diocesi determini una stagione di esaltazione di quei valori che accomunano da sempre laici e cattolici.
Annalisa Tomassini


