A partire dal lontano 1994, quando comparvero primi circoli cittadini di Forza Italia, (di cui mi onorai di esserne stato uno dei fondatori) sino al 2001, anno in cui il grande impegno dei tanti attivisti e simpatizzanti azzurri ebbe il suo coronamento con la vittoria nelle elezioni comunali, i consensi in termini percentuali per questo movimento politico sono sempre stati intorno al 20%, talvolta superiori. Ma, ahimé, la vittoria del candidato Alessio De Sio ha prodotto degli effetti collaterali del tutto indesiderati. La sua non felice gestione politica, conclusasi con una grottesca “defenestrazione” nel 2005, ha generato un crescente senso di insoddisfazione fra molti di coloro che, storicamente, avevano sostenuto Forza Italia. Sono numerosi gli elettori azzurri che non si sentono rappresentati dall’ex sindaco (che nel frattempo continua a ricoprire la carica di “coordinatore” all’interno del partito) e come conseguenza se ne sono allontanati. La percentuale ottenuta da Forza Italia delle ultime elezioni amministrative è eloquente: 9,8 %, il peggior risultato di sempre, addirittura la metà rispetto al suo consenso medio nel decennio trascorso. Già c’erano state avvisaglie nella penultima tornata elettorale del 2006, vinta dal centro-sinistra, ove i consensi erano scesi intorno al 13%. Ora, io ammiro la coerenza dei segretari di alcuni partiti politici cittadini che si sono dimessi a fronte di una perdita di consenso sicuramente meno grave di quella riscontrata da Forza Italia. E allora mi domando: con quale stato d’animo Alessio De Sio, artefice di questa disfatta, continua ad occupare il suo posto di coordinatore del partito? Non mi è dato saperlo, però so con assoluta certezza quale sia lo stato d’animo dei tanti simpatizzanti forzisti che non si riconoscono in questa leadership: demoralizzazione, e una profonda tristezza nel vedere l’avvilente spettacolo di un ex sindaco divenuto assessore senza neppure avere avuto il coraggio di prendere parte alla tornata elettorale. Sarebbe stato molto più opportuno da parte sua ammettere gli errori commessi, dimettendosi da coordinatore e lasciando che l’assessorato venisse dato ad uno dei consiglieri regolarmente eletti. Invece, a quanto pare, ritiene che il proprio operato sia stato un successo ed è soddisfatto che migliaia di civitavecchiesi abbiano smesso di votare per Forza Italia. Chissà, forse conta di trasformarla in un club per pochi intimi riservato ai suoi parenti, amici stretti e qualche conoscente… A me personalmente sembra una situazione ai limiti dell’autolesionismo, e con me ci sono tanti altri forzisti “in Aventino” che attendono fiduciosi che la direzione regionale del partito prenda atto della situazione che si è venuta a creare.
Luigi Maccari


