di GIANLUCA PETRUCCI
Non sono serviti a nulla i sigilli posti già la scorsa settimana. Gli inquilini dell’ex Infermeria Presidiaria sono tornati di nuovo ad occupare la struttura forzando la grata di ferro della porta in cima alle scale, su via D’Annunzio. Dentro di nuovo sporcizia, cattivo odore, spazzatura accatastata negli angoli, luce accesa e frigorifero con cibo avariato. E ancora una volta, ieri mattina, gli agenti della Polizia, i Vigili Urbani e i tecnici del Pincio sono tornati per un sopralluogo. «C’è bisogno di un intervento serio», ha commentato il vicequestore Sergio Quarantelli, critico quanto basta con gli uffici Comunali per rimproverarli di non aver provveduto, a seguito della prima ispezione, a sigillare in modo efficace la struttura. Ancora frizioni, dunque, tra il Commissariato di viale della Vittoria e Palazzo del Pincio, dopo quelle già registrate nel corso del sopralluogo allo Stadio Fattori, tra lo stesso Quarantelli e l’assessore allo Sport Gatti. Immediatamente però in mattinata l’assessore ai lavori pubblici Sandro De Paolis ha inviato all’infermeria presidiaria il geometra Buttafoco, il quale ha promesso che, al massimo entro la giornata di oggi, si provvederà a chiudere ermeticamente tutti gli ingressi della struttura, almeno quelli più facilmente raggiungibili. «Intanto gli operai dell’Ufficio Ambiente stanno lavorando per ripulire e disinfettare l’area. Se ne doveva occupare Etruria Servizi ma così non è stato – ha spiegato Buttafoco – una volta terminate le operazioni penseremo a serrare davvero la struttura, utilizzando pannelli in legno ben fissati e grate in ferro. Almeno fino all’8 gennaio, quando dovrebbero partire i lavori di riqualificazione dell’ex infermeria, già appaltati dal settore urbanistica». E in merito alla vicenda è intervenuto anche il rappresentante della lista civica Ambiente e Lavoro, Vittorio Petrelli, sottolineando l’incuria e l’abbandono a cui sono spesso sottoposti diversi immobili comunali, adibiti a residenza clandestina. Un problema da scongiurare e che necessita, a questo punto, di un monitoraggio continuo e costante da parte del Pincio.

