«Caro libri? Macchè, si tratta soltanto dell’allarme che viene lanciato ogni anno, puntuale come la campanella del primo giorno». È questo il commento di Stefano Godani, titolare della cartolibreria Nunzi di via Buonarroti, il quale al 5% di aumento rispetto alle spese del 2006 sottolineato dalle organizzazioni dei consumatori, risponde con un 2% che sarebbe, per così dire, nella norma.
«Per un IV ginnasio – ha spiegato entrando nel dettaglio – si spenderanno 333,05 euro, oltre al dizionario di greco (quello consigliato costa 101 euro) e quello di latino (88 euro), dando per scontato che si disponga già del vocabolario di italiano, inglese e dell’atlante geografico (tutti 170 euro). Per il primo liceo classico la spesa è invece di 491,80 euro». Raffrontati con i 330 euro della media nazionale, Civitavecchia non si distingue né per aumenti né per eventuali cali. «Al liceo scientifico – ha proseguito – sono 305,46 gli euro spesi per il primo anno (oltre al vocabolario di latino) e 231,05 per il terzo, pressoché nella norma se riferiti al 291 euro di media nazionale». Un genitore che si trova ad acquistare i libri per il primo anno di istituto commerciale Baccelli spenderà 264,65 euro, oltre al dizionario di francese per 70 euro e ad un libro consigliato di 13 euro, mentre il terzo anno la spesa calerà a 240,20 euro, mantenendo anche in questo caso la media italiana fissata a 244 euro. Infine i prezzi dell’Itis Marconi: 385,80 euro per il primo anno e 286,35 euro per il terzo, ad indirizzo elettronico. In questo caso si aggiungeranno anche 20 euro per un dizionario monolingua e 70 euro per un manuale di elettronica consigliato. La media nazionale, anche qui, rispettata: si tratta infatti di 292 euro di spesa. «Ogni anno si parla di caro libri a poche settimane dall’apertura delle scuole – ha poi commentato Godani – c’è da dire che i libri si comprano malvolentieri, specie quando si parla di scuola dell’obbligo. In più vengono acquistati nella maggior parte dei casi all’ultimo momento, in un’unica soluzione, al ritorno dalle ferie estive quando si sa, i soldi scarseggiano». Ben venga allora l’idea di qualche sporadico cliente che ha “rateizzato” l’acquisto dei libri, uno ogni due settimane circa, sentendo meno sulle spalle il “peso della cultura”.
Scuola e Università
22 Aprile 2013
Libri scolastici, Civitavecchia più cara di Milano

