È una vera e propria pioggia di critiche quella che si è abbattuta sull’Unione, dopo le ultime decisioni assunte al tavolo e comunicate ufficialmente alla città. Principale motivo del contendere resta, come prevedibile l’esclusione delle liste civiche dal tavolo, che già nella conferenza stampa di presentazione aveva causato qualche battibecco tra i vari rappresentanti del centro sinistra.
A dissentire pubblicamente sull’esclusione delle liste civiche è per primo l’ex sindaco Saladini, secondo il quale questa chiusura rischia di generare un solco tra il centro sinistra e l’elettorato, che, afferma, si aspetta qualcosa di diverso rispetto ad una «restaurazione dei soliti noti, con il contributo del solito ignoto». Secondo il medico, se l’attuale situazione durasse, sarebbe sintomo che c’è qualcuno nel centro sinistra che «le elezioni le vuole perdere o, peggio, le vuole farle vincere ad altri», visto che in nessun modo si può a suo parere affermare «che le liste civiche costituiscano un freno al ricompattamento del centro sinistra».
Parere negativo arriva anche dal polo civico, secondo il quale non ha senso ammettere le liste civiche solo in un secondo momento, quando programma e candidato sono già stati scelti, perché questo equivale ad impedire a forze importanti della città di portare il proprio contributo, a causa di «chi ieri ha inteso superare la logica degli schieramenti ed ha chiesto con insistenza un posto nelle liste civiche affermando che rappresentavano un valore per la città». Altro sgarbo è poi, secondo il raggruppamento che fa capo ad Alvaro Balloni, non aver ammesso lo stesso polo civico, che pure hanno raccolto il 14,5 % dei consensi alle amministrative. «Ma forse – affermano in una nota – era il nostro progetto di costruzione di una larga coalizione che deve aver dato fastidio».
I Verdi per parte loro sottolineano come la chiusura decisa dall’Unione tenga fuori proprio quei due personaggi, come Saladini e Piendibene, che pure nel recente passato erano stati ritenuti i candidati massimamente rappresentativi del centro sinistra. Altra critica riguarda poi la necessità di chiarire alla città il senso della ritrovata Unione, che, secondo il Sole che Ride, non può limitarsi «alla sola lottizzazione del potere», perché «quello che vediamo invece – affermano – è che già si calcolano le opportunità, si allude ad accordi preventivi, si alzano veti secondo convenienze singole e opportunità del momento».
Della schiera dei critici entra infine a far parte anche l’associazione “La città di Leandro”, che boccia la formazione di diverse commissioni per la scelta del sindaco e del programma «quasi fosse possibile – afferma – immaginare un sindaco buono per qualsiasi programma o un programma adatto a qualsiasi sindaco». L’associazione conclude chiedendo all’Unione di presentarsi agli elettori con una squadra già ben delineata, e di esigere adeguati curricula professionali da chi dovrà ricoprire incarichi, confermando comunque «la volontà di contribuire al successo elettorale dell’Unione e insieme a una rinnovata qualità della politica locale».
Politica
22 Aprile 2013
Liste civiche, pioggia di critiche sull’Unione

