di FABIO MARUCCI
L’emergenza idrica sta lentamente rientrando, ma l’amministrazione non ha nessuna intenzione di abbassare la guardia ed anzi punta a scacciare l’incubo dei rubinetti a secco già entro un anno, nonostante gli interventi strutturali programmati richiederanno molto più tempo.
Il sindaco Gianni Moscherini e l’assessore ai Lavori Pubblici Enrico Zappacosta fanno il punto sulla delicata situazione relativa all’approvvigionamento idrico, annunciando iniziative sia a breve scadenza che di tipo strutturale. Il servizio, secondo il primo cittadino, soffre in effetti di diversi problemi, aggravati peraltro da alcuni fattori. «Il primo di tipo industriale, cioè di fornitura ad attività economiche come l’Aquafelix e il porto, che d’estate chiedono più acqua, facendo di fatto passare i consumi, da quelli di una città di 53 mila abitanti a quelli di una da 110 o 120 mila. Ma anche di carattere climatico, visto che il Mignone, dal quale dipende parte delle risorse idriche cittadine, aveva raggiunto, fino alle ultime piogge, i livelli minimi».
Una situazione non certo rosea dunque, sulla quale si innesta anche il delicato tema dei rapporti tra Acea e il Pincio, con il relativo giallo sull’acqua realmente inviata in città. Secondo il sindaco i monitoraggi congiunti avviati di comune accordo con la spa romana hanno evidenziato che al Comune vengono effettivamente forniti i circa 200-220 litri al secondo promessi, quantità che, si legge in una lettera di chiarimento di Acea, in risposta a chi aveva sollevato dubbi sulla costanza del servizio offerto dalla municipalizzata della capitale, non è mai stata ridotta. «Proprio con Acea – hanno però sottolineato Moscherini e il vicesindaco Gino Vinaccia – andrà tuttavia rivisto il contratto di fornitura, che oggi impone all’azienda di fornire circa 110 litri al secondo, con il risultato che i restanti 90 vengono erogati come eccedenza e dunque con prezzo maggiorato».
Diversa invece la situazione del Siit, che oggi fornisce poco meno di 50 litri al secondo (con una riduzione rispetto al passato) e che, secondo quanto riferito dall’assessore Zappacosta, non può fare di più per problemi legati alla pressione dell’acqua.
Un quadro che di per sé desta quindi nel suo complesso qualche preoccupazione, soprattutto per la mancanza di stabilità e sul quale l’amministrazione, ha spiegato Moscherini, intende intervenire «sia badando al “primum vivere” e dunque all’immediato, contattando tutti i fornitori e chiedendo un aumento delle forniture, sia con progetti strutturali di medio e lungo periodo, grazie anche alla disponibilità data da Enel, alla quale a breve consegneremo il piano degli interventi necessari e che l’azienda elettrica realizzerà a proprie spese, anche se nei progetti dell’amministrazione c’è comunque il rifacimento dell’intera rete idrica, che, come avevamo denunciato in campagna elettorale è un colabrodo. Inoltre ribadiamo la volontà di porre fine alla confusione che regna in questo momento, con monitoraggi difficili, consorzi costosi e una sostanziale incomunicabilità di tutti i soggetti coinvolti nel settore creando una Spa che gestisca l’intera filiera, dalla captazione alla distribuzione. Della gestione di questa fase di emergenza – ha concluso il sindaco – si sta comunque occupando l’ingegner Grisolia, che è uno dei massimi esperti del settore a livello nazionale e questo è per me un elemento di tranquillità».
Dei risultati ottenuti con gli interventi di questi mesi ha invece parlato Zappacosta, che ha spiegato come, grazie al bypass dell’Oriolo siano stati recuperati circa 25 litri al secondo, che confluiscono ora nelle cisterne di via Achille Montanucci e che sono utili anche a diluire i trialometani presenti nelle acque del Mignone. Un’operazione che tuttavia non è stata affatto semplice, visto che si sono resi necessari interventi sulle piombature delle condotte dell’Oriolo, risalenti al 1904, oltre ad un manufatto per pompare l’acqua fino al partitore di Poggio Capriolo. È inoltre stato realizzato un anello nella zona del Bar Mosconi, che servirà anche ad approvvigionare la centrale e al quale mancano solo i 28 allacci privati, che saranno comunque eseguiti a spese dell’Enel.
Intanto anche nella settimana appena trascorsa sono state ben 10 le richieste di intervento per altrettante perdite nelle condotte, anche se la situazione sembra in netto miglioramento, visto che due giorni le autobotti non effettuano alcun intervento di fornitura straordinaria.
L’assessore ha comunque voluto ringraziare tutto il personale dell’ufficio Acquedotti, che, ha detto «sta dando il massimo per affrontare l’emergenza», invitando poi l’intera popolazione a segnalare al Comune eventuali perdite e disservizi. «Per quanto mi riguarda – ha aggiunto Zappacosta – mi sento doppiamente investito nel mio duplice ruolo di assessore ai Lavori Pubblici e di presidente del Consorzio Medio Tirreno. Per quanto concerne quest’ultimo incarico ho già dato la mia disponibilità a rimettere il mandato, anche se in una fase così delicata ritengo che degli avvicendamenti non possano che creare ulteriore confusione. È bene precisare però – conclude – che come presidente del Consorzio non percepisco al momento alcun emolumento».


