Porto
22 Aprile 2013
"Lo sviluppo del porto deve ricadere sul territorio"

Piena collaborazione con le forze sindacali, lavorative ed imprenditoriali e i rappresentanti istituzionali del territorio per garantire sviluppo ai porti del Lazio.
Fabio Ciani, presidente dell’Autorità Portuale, si presenta con le migliori intenzioni a Molo Vespucci, dove oggi, all’indomani dell’ok alla sua nomina da parte delle commissioni di Camera e Senato, ha preso parte ad una conferenza stampa, insieme al consigliere regionale e presidente della Compagnia Portuale Enrico Luciani, all’attuale commissario dell’Authority Francesco Lo Sardo ed al segretario generale Luciano Mocci. Un incontro informale, dal momento che, come ha ricordato Lo Sardo, l’iter di nomina si dovrebbe concludere solo nei prossimi giorni con la firma del decreto da parte del Ministro. Tuttavia la visita è stata anche l’occasione per l’assessore regionale per definire le linee guida del suo mandato. «I tre porti del network – ha detto Ciani – rappresentano un volano importante per l’economia di tutta la Regione e per questo è necessario che ci sia la massima collaborazione per favorirne lo sviluppo. Occorre però che questa crescita abbia un riscontro, un riverbero sul territorio, e che venga ridistribuita tra i cittadini sotto forma di lavoro, ricchezza e benessere. Anche per questo stiamo pensando di estendere ulteriormente le competenze dell’Autorità Portuale perché gestisca l’intera portualità regionale».
Si è detto pienamente soddisfatto per la nomina di Ciani anche Enrico Luciani, che ha definito il presidente «una persona capace di portare avanti i progetti di sviluppo dello scalo». Luciani ha poi parlato di sintonia con Ciani in merito alla LUCIANIvisione delle problematiche del porto e alla sua crescita ed ha auspicato il massimo coinvolgimento del mondo del lavoro. «In tutto questo – ha poi aggiunto – si inserisce la nostra richiesta di modifica della legge 84/94, che in questi ultimi mesi più che in passato ha dimostrato tutti i suoi limiti». Un cenno il consigliere regionale lo ha fatto infine alla differenza tra il proprio atteggiamento e quello tenuto dal suo partito, che alla Camera si è addirittura astenuto dal voto. «Una scelta che non mi trova d’accordo – ha precisato Luciani – ma che voleva essere una forma di protesta non già nei confronti di chi era stato nominato, ma verso l’atteggiamento mantenuto dalla maggioranza, che non ci ha ancora concesso alcuna rappresentanza in questi organi».
Insomma un clima di fattiva collaborazione, che lo stesso Ciani non ha voluto compromettere, annunciando che il primo mese del suo mandato sarà dedicato all’ascolto di lavoratori, imprenditori ed enti locali e che in quella sede verranno anche presi in esame progetti come il terminal Cina, discutendone con tranquillità e ascoltando tutti. «Bisognerà infatti valutare obbiettivamente – ha aggiunto – le reali opportunità di sviluppo offerte dal terminal, con apertura mentale e piena disponibilità, solo dopo mi farò un’opinione. Al contrario sono invece solito diffidare da chi ha la verità rivelata. In ogni caso – ha concluso – per il momento questa è una gara che non mi appassiona nemmeno un po’ nonostante qualcuno cerchi di infilarmi a forza».
Mar. Set.