Amministrazione
22 Aprile 2013
"Taxi abusivi, normalizzazione solo per i bisognosi"

TAXIÈ polemica tra il Pincio e la Cgil sulla questione tassisti. Dopo le due manifestazioni degli operatori, ad intervenire sono stavolta il segretario generale della Cgil Franco Boriello e quello della Filt Luciana Ceppolino, che si dicono meraigliati per il fatto che il sindaco, «dopo aver rotto le trattative con gli operatori taxi e le loro organizzazioni sindacali, il sindaco ufficialmente ha incontrato gli operatori non autorizzati del settore come se gli stessi fossero una categoria o un soggetto». Il sindacato si domanda inoltre come sia possibile che «un nutrito gruppo di operatori abusivi, sotto gli occhi di tutti, possa operare impunemente in barba ad ogni sicurezza e ad ogni istituzione senza che nessuno intervenga; e, rimaniamo ancora più increduli, quando questo accade in porto dove la security dovrebbe vagliare ogni situazione. Che il clientelismo elettorale non abbia confini ne siamo tutti convinti, ma in questo caso abbiamo raggiunto sicuramente il fondo. Per terminare, inoltre – concludono – vorremmo consigliare al sindaco a fare il sindaco che,di per se, è già un lavoro gravoso, e lasci fare il sindacato agli organi competenti».
A stretto giro di posta la risposta di Moscherini, che ribadisce come «una città con 53mila abitanti, un milione e mezzo di crocieristi e tre milioni di transiti debba dotarsi di più mezzi», ammettendo poi di aver incontrato gli abusivi. «La mia sensibilità per le situazioni difficili – precisa però il Sindaco – nelle quali è in gioco la sopravvivenza di intere famiglie mi spinge a trovare anche per i bisognosi una normalizzazione, che consenta loro di vivere tranquillamente la loro condizione lavorativa. Naturalmente andranno quindi studiate nel pieno rispetto della legge forme i impiego di coloro che vivono in situazioni di reale difficoltà e disagio economico. Non permetterò invece – conclude il primo cittadino – il perpetrarsi di abusivismi che non hanno motivo di esistere, perché praticati magari come secondo o terzo lavoro».