«Se hanno un minimo di professionalità si dimettano». L’invito, neanche troppo velato, l’ha formulato questo pomeriggio il sindaco Gianni Moscherini rivolgendosi al Cda dell’Ater, dopo un sopralluogo effettuato al quartiere De Sanctis. Una visita dovuta, dopo gli ultimi episodi che hanno visto l’occupazione abusiva di alcuni appartamenti e gli appelli dell’esponente dei Ds Manolo Peris e dei residenti che si sentono abbandonati dall’Istituto. «Si rischia una guerra tra poveri – hanno spiegato – noi vogliamo solo vivere in modo dignitoso». E mentre una signora, alla quale è stata occupata abusivamente la casa, ha consegnato ai nuovi ‘‘inquilini’’ le proprie chiavi di fronte al Sindaco, cedendo di fatto l’appartamento, gli altri hanno lamentato una situazione che lo stesso Moscherini ha poi definito «una vergogna. Più che emergenza abitativa – ha spiegato – ci troviamo di fronte ad un degrado di gestione che va avanti ormai da troppi anni. Chiederò conto di quanto ho visto sia al Presidente della Regione che a quello dell’Ater. Manifesterò tutto il mio disappunto in Giunta ed apriremo una commissione di inchiesta in consiglio comunale». Intanto, dopo un attento sopralluogo accompagnato sia dall’assessore Enrico Zappacosta, che dal consigliere comunale Mauro Nunzi, ex dirigente Ater, dal presidente della prima circoscrizione Oriana Pagliarini con parte del consiglio, il Primo Cittadino si è detto pronto a sostituirsi all’Ater almeno per quelle che sono le esigenze più impellenti, quelle emergenze che non possono attendere. «Ci sono disabili che abitano al terzo o quarto piano in palazzine senza ascensori: praticamente barricati in casa – ha aggiunto – ma l’Ater ha mai effettuato un’analisi dei servizi e delle infrastrutture da garantire in base alle esigenze dei residenti?». Intanto il prossimo passo sarà quello di effettuare una verifica degli appartamenti effettivamente abitati e di quelli sfitti ormai da anni: basti pensare che, appena occupata una casa, è stato trovato un calendario datato 1993.
Amministrazione
22 Aprile 2013
"Una vergogna di cui l'Ater dovrà rispondere"

