Cronaca
22 Aprile 2013
Riformisti, il caso diventa politico

«Nessuna firma falsa per prelevare soldi che erano del movimento dei Riformisti e che sono stati utilizzati esclusivamente per la campagna elettorale». È così che l’assessore all’Ambiente Fabiana Attig, attraverso il suo legale, l’avvocato romano Sanitate, replica alle pesanti accuse mosse, attraverso una esplicita denuncia dall’ex committente responsabile del suo movimento Angelo Pienotti.
«Accuse infondate – assicura l’avvocato – dal momento che l’assessore Attig non ha mai prelevato dal libretto al portatore che era stato aperto a nome della lista un solo euro che poi non sia stato speso a nome e per conto dei Riformisti (come testimoniano anche le fatture, che sono già state prodotte agli inquirenti), su autorizzazione del movimento stesso». Il legale precisa anche che non esiste alcuna polemica interna alla lista, dal momento che i fatti oggetto di contenzioso risalgono al periodo della campagna elettorale e che lo stesso Angelo Pierotti non fa più parte del movimento. «Anzi – aggiunge – a testimonianza della specchiata onestà di Fabiana Attig c’è anche una presa di posizione di tutto il gruppo dei Riformisti, che, schierandosi dalla sua parte, dimostrano di non avere alcun dubbio sulla correttezza dei suoi comportamenti». Sanitate è poi entrato più nello specifico sostenendo l’infondatezza della denuncia «anche alla luce del fatto che i soldi erano del movimento e che quindi Pierotti, non essendo parte lesa, non avrebbe nemmeno potuto presentarla la denuncia». Nello specifico il legale tiene anche a precisare che «la rimozione di Pierotti dal ruolo di committente responsabile è stato regolarmente comunicato sia al Comune, sia alla banca con un apposito documento. Questo smentisce chi sostiene che Fabiana Attig si sarebbe presentata allo sportello sostenendo di essere stata autorizzata dal committente responsabile: che senso avrebbe dire di avere il consenso di un personaggio che era non aveva più alcun ruolo nella lista, come dimostrato da un foglio presentato in banca proprio quello stesso giorno? D’altra parte quei soldi, circa 5 mila euro, erano del Movimento e per pagare le spese elettorali qualcuno doveva pur prenderli».
Sulla vicenda è infine intervenuta la stessa Fabiana Attig che ha ribadito di non aver mai utilizzato i fondi per vantaggio personale, ma solo per pagare le spese elettorali. «Chiarito questo – conclude – l’intera vicenda, che riguarda solo i riformisti, non potrà in alcun modo influire sull’attività amministrativa». A difesa dell’assessore scende in campo anche il coordinamento dei Riformisti, che in una nota fa sapere di ritenere quanto accaduto un attacco politico. «Partendo da accuse personali di basso profilo – si legge – s’intende colpire insieme al nostro Assessore» l’azione politica del movimento. Il coordinamento esprime quindi solidarietà ad Attig ribadendone la lealtà e dicendosi certo che la magistratura saprà chiarire quanto accaduto. La vicenda tuttavia difficilmente potrà non avere risvolti sul piano politico, visto l’annuncio fatto sempre ieri da Pierotti, che spiega di aver già consegnato tutti i documenti al Prefetto, chiedendo anche la sostituzione della stessa Attig dalla guida dell’Assessorato all’Ambiente.