Porto
22 Aprile 2013
Serpente: "Inutili le proposte di De Francesco"

SERGIOL’esponente di Ambiente e Lavoro Sergio Serpente parte all’attacco dell’assessore al Commercio Enzo De Francesco, parlando di pessimo esordio. «Sono rimasto sorpreso – afferma – dal fatto che un assessore di una Amministrazione che ha svolto una campagna elettorale in gran parte incentrata sul turismo e sul porto venga a dire che dal porto si debbano far conoscere al suo assessorato i flussi turistici e gli orari delle navi da crociera, per conciliarli con gli orari dei negozi. «Prima di dire quelle cose – aggiunge Serpente – sarebbe stato sufficiente chiedere al Sindaco, che dovrebbe conoscere gli argomenti in questione, o leggere le tabelle pubblicate in internet o, da tempo, anche sulla stampa locale (nell’inserto Network de La Provincia, ndr). Quello che dovrebbe interessare l’assessore, semmai, sono le previsioni dei flussi delle navi da crociera, non gli orari per lo shopping, che dovrebbero ormai essere ben noti». Secondo Serpente, «De Francesco dovrebbe farsi un giro in città e chiedersi perché, ad esempio, la mattina il centro si riempa di turisti tutti in fila, costretti a portarsi i bagagli da soli dal porto alla stazione o viceversa». L’esponente di Ambiente e Lavoro critica anche le soluzioni proposte dall’Assessore: «Con il tavolo politico non si risolve nulla. Le risposte devono darle gli operatori. Ci vuole un tavolo tecnico, convocato da una struttura pubblica, che ci metta tutti seduti per il bene della città. C’è poi anche chi parla di aprire, a giorni, negozi alla banchina 25. Ma queste persone sono mai state alla Banchina 25? Non credo, anche perché altrimenti si renderebbero conto del fatto che, esclusi i 3 mesi estivi, lì non c’è nessuno, se non qualche nave di banane o di auto nuove. Senza contare che ora la maggior parte delle navi da crociera arrivano all’antemurale. Potrebbe invece semmai essere sfruttato il porto storico, o il villaggetto turistico ex Tirrenia per azioni commerciali sicuramente più incisive. Il resto – conclude – sono chiacchiere per chi rischia di cadere nell’illusione di poter svolgere un’attività commerciale redditizia alla banchina 25».