«Terminal Cina uguale aggressione del territorio». E’ questo il pensiero del consigliere comunale Alessandro Manuedda all’indomani delle dichiarazioni del sindaco Moscherini sulla riqualificazione della Frasca. L’esponente dei Verdi si è detto pronto ad impegnarsi, già dal prossimo consiglio comunale, per la tutela dell’area. «Dal degrado – ha spiegato – non si esce con i campi da calcetto e le discoteche, ma recuperando il rispetto e la memoria. La pineta e il tratto di mare antistante, prima interruzione dopo decine di chilometri di presenza umana dissennata, rappresentano una fondamentale area di rispetto della biodiversità di riconosciuto valore ambientale e socio-culturale e, di conseguenza, il limite naturale di espansione del porto in direzione nord».
Dello stesso avviso anche gli esponenti della Lista Porro e della Città di Leandro, i quali hanno giudicato singolari le dichiarazioni dello stesso Primo Cittadino che «vorrebbe privare la città dell’ultimo tratto di costa ancora libero dal cemento – hanno sottolineato – forte anche del silenzio assenso dell’assessore all’ambiente Fabiana Attig. Faremo nostre le preoccupazioni del mondo ambientalista e ci opporremo ad un’iniziativa di mera speculazione. Tanto più che, per il pregio naturalistico e archeologico del sito, la Regione Lazio sta inserendo la Frasca nel Piano Territoriale Paesistico di prossima adozione».
Amministrazione
22 Aprile 2013
Terminal Cina, la minoranza attacca Moscherini

