Amministrazione
22 Aprile 2013
Terminal Cina, la minoranza attacca Moscherini

«Terminal Cina uguale aggressione del territorio». E’ questo il pensiero del consigliere comunale Alessandro Manuedda all’indomani delle dichiarazioni del sindaco Moscherini sulla riqualificazione della Frasca. L’esponente dei Verdi si è detto pronto ad impegnarsi, già dal prossimo consiglio comunale, per la tutela dell’area. «Dal degrado – ha spiegato – non si esce con i campi da calcetto e le discoteche, ma recuperando il rispetto e la memoria. La pineta e il tratto di mare antistante, prima interruzione dopo decine di chilometri di presenza umana dissennata, rappresentano una fondamentale area di rispetto della biodiversità di riconosciuto valore ambientale e socio-culturale e, di conseguenza, il limite naturale di espansione del porto in direzione nord».
Dello stesso avviso anche gli esponenti della Lista Porro e della Città di Leandro, i quali hanno giudicato singolari le dichiarazioni dello stesso Primo Cittadino che «vorrebbe privare la città dell’ultimo tratto di costa ancora libero dal cemento – hanno sottolineato – forte anche del silenzio assenso dell’assessore all’ambiente Fabiana Attig. Faremo nostre le preoccupazioni del mondo ambientalista e ci opporremo ad un’iniziativa di mera speculazione. Tanto più che, per il pregio naturalistico e archeologico del sito, la Regione Lazio sta inserendo la Frasca nel Piano Territoriale Paesistico di prossima adozione».