Finalmente il Partito democratico. E naturalmente inizia il dibattito.
Temi principali il rinnovamento, la partecipazione dei giovani, delle donne e l’ingresso in politica di nuove energie direttamente dalla società civile.
Ma come sempre quel che sembra cela verità nascoste in quel che si dice.
Allora vediamo di essere chiari, e magari di elevare il tono della discussione che somiglia troppo spesso a quello di un litigioso condominio.
Due le posizioni fin qui esplicitate. Quella del sindaco di S. Marinella Pietro Tidei e quella di Nicola Porro candidato del centro-sinistra alle ultime elezioni a Civitavecchia. Due posizioni un unico riferimento, Walter Veltroni, ma con un sostanziale distinguo.
Il tema vero non è il rinnovamento, necessario per entrambi, guarda caso entrambi sessantenni, sia pure con accenti e modalità diverse. L’unica vera distinzione che a me preme notare è prettamente politica e riguarda i rapporti con la sinistra. Per Porro, anche dopo la nascita del Pd, l’Unione continua ad esistere come formazione e come proposta politica e all’interno dell’Unione il rapporto con Rifondazione, Comunisti Italiani resta organico a questa politica. Per Tidei la nascita del Partito Democratico rimette in discussione i rapporti politici, crea nuovi equilibri e nuovi assetti, pur restando valida l’alleanza dell’Unione che ha prevalso nelle ultime elezioni e che come alleanza conserva tutta intatta la sua modernità.
Fin qui se vogliamo è solo “teoria”. Ma anche nella pratica politica questo “particolare” marcherà la differenza tra le due ali del PD.
Tidei ha però, dalla sua, un’applicazione vincente di questa teoria, guarda caso proprio a Civitavecchia. Mi riferisco alla netta vittoria elettorale di Gino Saladini lo scorso anno.
All’indomani di quella vittoria ho personalmente respirato il Partito Democratico nell’aria.
Gli elettori avevano capito.
Avevano capito che per governare questa città si poteva fare a meno di Rifondazione Comunista e della Sinistra Radicale. Anzi si doveva fare a meno.
Si doveva uscire dagli schemi della tradizione perché la società e la sinistra erano cambiate, e bisognava cercare anzitutto linguaggi nuovi, modelli di sviluppo basati sulla cultura e sul turismo. Occorrevano idee nuove.
Si doveva fare appello alle forze del volontariato e delle professioni, prestando loro ascolto senza far finta di farlo. A costo di sconvolgere le stesse logiche di partito.
Così fu e fu un successo netto e senza precedenti, anche per i Partiti che fecero proprio quel nuovo linguaggio della politica che furono stra-premiati in termini di voti.
Basta guardare quale era la rappresentanza dei Ds e della Margherita in consiglio comunale con Saladini sindaco e quale è oggi con Moscherini sindaco. Ed il centrodestra al potere in nome di una asfittica anti-politica.
Rifondazione e Sinistra Radicale ricusarono quel nuovo linguaggi fin dall’inizio, a partire dalle primarie, rifiutando anche la sola alleanza elettorale, ed osteggiarono quel disegno con forza, in qualche caso, specie Rifondazione, con acredine, decretando coerentemente la fine di quella esperienza, in modo prematuro e quanto meno affrettato.
Ora non si sa ancora se Piedibene e la sua componente aderiranno al Partito Democratico. Non so se lo farà l’ex sindaco Barbaranelli e quale parte dell’area Mussi, assalita – è nelle cronache – da larghi ripensamenti a favore dell’adesione al Pd. So per certo che quando lo faranno troveranno lo spazio disegnato da Nicola Porro molto congeniale ed agevole, molto più che un’improbabile alleanza con le forze che fanno capo a Tidei e che portarono alla vittoria di Saladini, rappresentante di quella società civile che oggi tarda a rispondere all’appello rivolto da Margherita e Ds unitariamente.
Personalmente vengo dalla società civile, dopo oltre 20 anni in cui il mio solo interesse è stato solo il lavoro, la banca, il marketing ed il controllo di gestione. Ho creduto al Pd dall’inizio, anzi da due anni prima proprio con l’esperienza dell’amministrazione Saladini.
Ma la verità, forse, è che ci ho creduto da sempre, fin da ragazzo quando tentavo di conciliare una visione moderata, ma profondamente riformista e laica della politica con le mie convinzioni religiose.
Cresciuto in ambiente cattolico, nella cultura dell’impegno e della partecipazione attraverso le opere nel volontariato attivo, ho voluto e creduto di impegnarmi dall’inizio insieme ai Ds.
Per me Partito e Politica si scrivono entrambi con la P maiuscola, come Partecipazione.
E Democrazia è la parola che ho sentito più spesso pronunciare nella mia infanzia.
Ora, dopo anni, si scrivono insieme: Partito Democratico.
Insieme a Tidei, Saladini, Carluccio, Porro, Gatti, Stella, Papa, Tomassini, Longarini e a tanti altri amici conosciuti in gioventù e oggi in un partito nuovo. Compagni di strada di cui vado sinceramente orgoglioso da quando li ho rincontrati dopo 20 anni in questa città.
Che ha sempre ospitato il mio cuore.
Fabio Angeloni
Segreteria DS


