Cronaca
22 Aprile 2013
Usura, i pugili Branco scelgono di non rispondere

Sarà l’ esame delle intercettazioni ambientale il principale leit-motiv dell’ udienza del 16 aprile prossimo a carico dei due pugili civitavecchiesi Silvio e Gianluca Branco, accusati di usura. L’ analisi delle conversazioni intercorse all’ interno di un locale commerciale di un presunto usurato, sigleranno la chiusura della fase istruttoria, essendo oramai terminata l’ escussione di tutti i testimoni di accusa e difesa previsti. Nel corso del dibattimento di ieri, infatti, è stato ascoltato proprio il titolare di tale esercizio commerciale. Il susseguisi dei «non ricordo», nei confronti delle domande del Pm e degli avvocati delle parti, non ha ampliato di molto il quadro probatorio già delineato nel corso delle precedenti udienze. A questa circostanza si è aggiunto, inoltre, il diniego degli imputati, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, di essere ascoltati come testi. Un solo particolare è emerso, sapientemente messo in luce dall’ avvocato Pier Salvatore Maruccio, difensore insieme a Francesca Maruccio, di Gianluca Branco.
Il teste del Pm ascoltato, infatti, si è più volte contraddetto nel corso dell’ esame testimoniale non ricordando nè gli incontri avvenuti all’ interno del proprio esercizio commerciale, nè l’ ammontare del prestito ottenuto. Atraverso una serie di domande, la difesa è riuscita, invece, ad ottenere dal teste l’ ammissione che l’imputato Gianluca Branco non ha mai chiesto la restituzione di un prestito usuraio, avendo solo cercato di ottenere indietro il denaro concesso all’ uomo dal padre. Nessun altra pattuizione per ulteriori crediti, quindi, sarebbe intercorsa tra l’ imputato Gianluca Branco ed il presunto usurato, che ha, inoltre, escluso qualsiasi atteggiamento minaccioso da parte dell’ imputato nei suoi confronti per la restituzione del denaro. Terminato l’ ascolto il Collegio ha rinviato il dibattimento al 16 aprile prossimo, nel corso del quale, per esplicita richiesta del Pm, saranno ascoltate in aula le intercettazioni ambientali. Se non vi saranno ulteriori richieste delle parti, la Corte rinvierà il processo per la discussione finale e la sentenza.