Lettere
22 Aprile 2013
Zito: "Riprendiamoci i nostri spazi"

Care cittadine e cari cittadini,

nel mese di agosto il Comune di Cerveteri ha dato in concessione quindicennale l’area verde pubblica attrezzata che sta all’ingresso principale di Cerenova (con accesso da L.go Tuchulcha, come lo chiamano gli abitanti locali “Le Montagnole”). Questo provvedimento fa parte di un progetto più ampio che prevede l’affidamento alla gestione privata del verde pubblico di 6 aree, per la realizzazione di “Punti Verde Qualità”, dice il bando pubblico. Come è logico che accada, il privato arriva dove c’è ampia possibilità di profitto, dunque ad oggi di quel progetto, lanciato nel 2001 con la giunta Rossi e ripreso poi dalla giunta Brazzini, sono state affidate solo due delle sei aree previste.
Così chi vicino casa ha un’area non ricadente tra quelle previste come “Punti Verde Qualità” o non situata in un posto molto frequentato o semplicemente troppo piccola per essere economicamente sfruttata deve farsene una ragione, sperare che la multiservizi sia ligia al dovere e provveda alla manutenzione delle stesse come previsto dal contratto di manutenzione e che piova poco in modo tale che le rare e malmesse giostrine non finiscano di marcire. Ma noi vorremmo che queste aree fossero curate e vive, escludendo il profitto ”a tutti i costi”. Quindi vorremmo provare a spiegarvi le nostre perplessità rispetto alla scelta delle amministrazioni comunali di spostare nelle mani di privati la gestione dei beni comuni, che non possono essere soggetti alle leggi di mercato e alle logiche aziendalistiche. La prima cosa che ci preoccupa è il rispetto delle concessioni. Certo, questo è un limite apparente, perché dovrebbero essere gli uffici competenti del comune a vigilare. Ma se l’assenza di fondi è il denominatore comune delle amministrazioni comunali ed è proprio per tale motivo che esse giustificano l’affidamento ai privati di beni e servizi pubblici, vuol dire che dovremo farci andare bene quel che il privato riesce a produrre. Per cui il già attaccatissimo popolo dei lavoratori pubblici che nel 80% dei casi è sotto organico e fatica a soddisfare la mole di lavoro ordinario, si trova anche la responsabilità pesante, anche in termini politici, di verificare se le concessioni siano rispettate in tutti i loro punti. Il secondo è dato dal fatto che in una società in cui imperano le differenziazioni, queste scelte, rischiano di amplificare il fenomeno. I nostri bambini si trovano già da piccolissimi di fronte alle quotidiane contraddizioni del sistema capitalistico. E’ pur vero che dovranno imparare a farci conti. Ma non crediamo che sia educativo per chi nasce da famiglie meno abbienti dover vedere i propri amici potersi trastullare per ore tra tappeti, gonfiabili ed altre meraviglie per gli occhi dei bambini mentre loro se ne stanno su una semplice altalena. Allora veniamo ad un’altra questione. Di fronte ad una scelta delle amministrazioni comunali di affidare ai privati un settore simile, chi dovrebbe essere il beneficiario della concessione? Crediamo che questo sia un nodo cruciale. Infatti nei bandi che si sono susseguiti v’era scritto che la realizzazione dei “Punti Verdi Qualità” voleva contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro. Allora crediamo che di fronte ad un simile intento il comune avrebbe dovuto agevolare disoccupati e soggetti svantaggiati affinché potessero associarsi e gestire in prima persona tali attività. Invece si è scelta un’altra strada. E a questo punto noi ci chiediamo chi lavorerà in questi “Punti Verde Qualità”? Auspichiamo che la qualità sia anche nei rapporti di lavoro che legano e legheranno lavoratori e lavoratrici che saranno impiegati/e all’interno di queste aree. Chiudendo, la questione che volevamo sollevare, è più generale. Vorremmo affrontare l’aspetto della gestione dei beni e degli spazi comuni. Vorremmo che le amministrazioni comunali capiscano che la gestione delle risorse comuni debba essere affrontata in maniera pubblica, partecipata e condivisa con chi è il reale utilizzatore. I genitori di Cerenova hanno raccolto oltre 400 firme contro l’affidamento di questa area e sono usciti sconfitti e sfiduciati. Noi vogliamo che ogni cittadino possa avere pari accesso e fruibilità dei beni comuni. Nel momento in cui l’utilizzo di un bene da parte di una persona diminuisce la possibilità di utilizzo da parte di un’altra siamo di fronte ad un’ingiustizia. Per questo motivo ci vedrete sempre contrari alla gestione privata dei beni comuni, che pensiamo vadano mantenuti nell’ambito della sfera pubblica e che la base decisionale in merito alla gestione di tali beni deve essere allargata quanto più possibile alla cittadinanza tramite pratiche partecipative finalizzando la gestione dei beni comuni ad alcuni, principali obiettivi, come, da un lato l’utilizzo sostenibile delle risorse ambientali, teso al loro mantenimento e alla loro rigenerazione e dall’altro ad una suddivisione equa e proporzionata degli stessi tra tutti gli individui, detentori di uguali diritti di fruizione dei beni comuni. Invitiamo tutti i cittadini interessati alla questione a partecipare al dibattito che si terrà Sabato 15 Settembre alle ore 19 a Cerenova presso la festa organizzata dai Giovani Comunisti del circolo PRC di Cerveteri. La festa si terrà nell’area antistante il giardino pubblico di Largo Tuchulcha proprio per lanciare un segnale di attenzione e di valorizzazione dei nostri spazi, tutti.

Giuseppe Zito
Coordinatore Giovani Comunisti
PRC – Federazione di Civitavecchia