Politica
20 Maggio 2013
Di Ludovico: «Lesa l&apos;autonomia del Cda dell&apos;Ater»<BR>

«Ritengo che tutti gli attacchi politici sulla vicenda Nunzi, ledano non solo il principio di autonomia dell'Azienda che deve rispondere del proprio operato direttamente alla Regione Lazio in quanto ente strumentale, ma sono di oltraggio a tutti quei cittadini che hanno fiducia nelle istituzioni e chiedono che la cosa pubblica sia amministrata nel pieno rispetto delle leggi avendo come fine ultimo il bene della collettività ». Parola del presidente dell'Ater, Gianfranco Di Ludovico che, dopo le spiegazioni fornite sul licenziamento dell'ingegner Nunzi, torna sull'argomento con una replica piccata a quanto sono intervenuti in questi giorni sulla vicenda che è anche oggetto di due mozioni consiliari. Secondo Di Ludovico il licenziamento di Nunzi «viene presentato da alcune forze politiche in modo non corretto e strumentale. Nessuno del Consiglio di Amministrazione ha mai espresso nei confronti dell'ingegnere una scarsa capacità  professionale, ma ha invece condannato il comportamento dell'ingegnere fortemente lesivo dell'immagine dell'Azienda. Non mi stancherò mai di affermare che su questa vicenda non esiste nessuna interferenza politica, ma soltanto una valutazione autonoma del Consiglio di Amministrazione».

«Diversi « prosegue il presidente dell'Ater – sono stati gli addebiti mossi al Nunzi e tutti egualmente gravi, inoltre nel Consiglio dì Amministrazione del 22 c.m. sono emerse a carico del Nunzi alcune iniziative di natura gestionale non in sintonia con le procedure previste dai regolamenti aziendali sulla regolare esecuzione dei lavori e la congruità  dei prezzi, che sono al vaglio degli organismi competenti. Basterebbe che uno solo degli elementi contestati al Nunzi, si fosse verificato in un'altra azienda, per condurre la. stessa alla determinazione della risoluzione del rapporto di lavoro».

«Se il Consiglio di Amministrazione, venuto a conoscenza dei fatti e dei comportamenti sopra citati, non avesse preso la decisione di risolvere il rapporto di lavoro con il Nunzi – conclude Di Ludovico – allora in questo caso si sarebbe potuto invocare il commissariamento dcll'Ater, data l'inerzia del Cda».