Verdecalcio
22 Maggio 2013
«Orgogliosi dei ragazzi»

di ROMINA MOSCONI

«E’ finita questa stagione calcistica: è stata dura e tutta in salita. Il Tolfa è una società che in estate era praticamente sparita, oggi è ancora qui e può guardare al futuro. A primo impatto verrebbe da ringraziare la dirigenza ma c’è chi in un anno calcistico si è donato di più e questi sono i giovani calciatori».
Ad esprimersi così Luciano Moretti insieme agli altri dirigenti del team degli Juniores del Tolfa. «Un numero esiguo di ragazzi che hanno lottato e sofferto per un intero campionato con grande spirito di sacrificio. I ragazzi della nostra Juniores sono stati a disposizione anche per la squadra. Noi li abbiamo chiamati i magnifici sette. Quante volte siamo partiti in sette per onorare questo campionato? Che cosa può spingere un ragazzo a scegliere di portare fino in fondo un progetto sacrificando la “passeggiata” con gli amici il sabato? Sono cresciuti attraverso il sacrificio».
Il team collinare con i suoi pochi elementi non ha disputato un campionato di alta classifica, anzi: «Guardando la classifica è stato sicuramente un disastro, ma c’è un risultato che non si vede e sicuramente è più grande: i ragazzi. Quanti sacrifici, quanta umiliazione, persino tra le nostre mura criticati e accusati. Eppure per amore hanno portato fino in fondo il loro impegno a differenza di tanti che si sono dileguati».
I dirigenti concludono poi così: «Grazie. Ricorderemo quest’anno con gioia perché abbiamo conosciuto dei ragazzi diventati uomini, degli eroi che hanno lottato contro ogni avversità, a volte con la rabbia ma alla fine abbiamo sempre visto in voi la gioia, il sorriso che ci ha portato a dare un senso a questo anno calcistico. In undici abbiamo dato filo da torcere a tutti e abbiamo raccolto punti a dimostrazione che avremmo potuto lottare per vincerlo questo campionato ma in questo momento si sarebbero fatte delle riflessioni diverse, avremmo parlato di vittoria, di grandezza, ma che risultato sarebbe stato? Avremmo potuto vedere in voi l’amore che c’è dentro? Un uomo non si riconosce dai risultati ma dalle sue scelte e dalla caparbietà di difenderle e portarle fino in fondo, grazie ragazzi».