CIVITAVECCHIA – Serviranno almeno tre anni di lavoro per ricavare i primi dati sull’incidenza dei tumori nel territorio coperto dalla Asl RmF. È quanto è stato stabilito nel corso della prima riunione operativa, alla presenza del direttore generale della RmF Giuseppe Quintavalle e di quello sanitario Antonio Carbone, del gruppo dei componenti del ‘‘Registro tumori di Civitavecchia’’, strumento più volte richiesto dalla popolazione. La riunione è servita per gettare le basi del delicato lavoro che vedrà l’azienda sanitaria fare richiesta di collaborazione al Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, che già coordina il progetto di indagine ambientale denominato ‘‘Studio ABC’’, vale a dire Ambiente e Biomarcatori a Civitavecchia, e all’Airtum (Associazione Italiana dei Registri Tumori) per avviare un percorso di formazione. «Si sono stabiliti programma ed azioni da intraprendere – hanno commentato i vertici della RmF – gli anni di rilevazione dei dati di incidenza saranno relativi al periodo 2009-2011, e solo al termine di questa fase si potrà chiedere l’accreditamento ad Airtum». In questo frangente verrà ovviamente fatta ai Comuni una richiesta dei dati nominativi di popolazione. Le fonti prioritarie di dati da inserire nel Registro Tumori saranno: i dati delle Anatomie Patologiche Regionali ed il recupero anche della documentazione clinica extra-regionale, l’Archivio delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO), il Registro Nominativo Regionale delle Cause di Morte (ReNCaM) e gli archivi ospedalieri delle cartelle Cliniche. Come fonti accessorie saranno inoltre acquisiti dati provenienti dal sistema informativo dei Medici di Medicina Generale, dagli Archivi di esenzione ticket per patologia neoplastica e dagli Archivi delle Commissioni per Invalidità Civile. Il nuovo Registro Tumori di Civitavecchia si affianca al Registro Tumori di Latina e va a costituire la base informativa per lo studio dell’incidenza dei tumori nel Lazio.


