Sport
12 Marzo 2014
Mirko Bentivoglio, il Toro di Tolfa

Lo chiamano il Toro di Tolfa, anche se lui, come molti, profeta in patria ancora non lo è stato mai, magari il Tolfa lo accoglierebbe a braccia aperte, complicato però strappare a patron Mazzarini l’uomo della promozione in Eccellenza.
Mirko Bentivoglio, classe 1981, è un attaccante formidabile, a soli 17 anni giocava titolare in serie D, prima punta o seconda, in base alle esigenze, nel Ladispoli caro allora al nostrano Ugo Fronti.
Straordinaria la carriera dell’allora ragazzo, ora trentatreenne, gol a raffica, sempre in doppia cifra a fine anno, una garanzia per tutti quei club (tanti) che hanno avuto la fortuna di averlo.
Il numero 9 per Eccellenza, ha giocato anche col Civitavecchia, pupillo di Ceripa, ma pupillo in fondo lo è stato un po’ di tutti, dove ha giocato ha sempre lasciato un ricordo indelebile, sancito non solo con le reti.
Bentivoglio è infatti un’atleta vero, esemplare nei comportamenti, salutista ma sopratutto integro ed inattaccabile moralmente, inutile sottolineare che è il classico bravo ragazzo, abile nel saper sopportare le responsabilità senza sentirne il peso.
Ha fatto bene, anzi benissimo il Città di Cerveteri a puntare ancora una volta su di lui, per centrare magari una salvezza che diverrebbe storica qualora maturasse, poiché i verdeazzurri sono una neopromossa dal budget limitatissimo, con un settore giovanile ancora in fase di restauro poi, rispetto alle concorrenti del girone A.
Ora, il nuovo capitano della compagine etrusca porta (per sua scelta) il numero 10 sulle spalle, sulla scia del suo beniamino Francesco Totti emblema della Roma, Bentivoglio è in sostanza il Cerveteri, ne è consapevole Antolovich, che ha disegnato uno schema per lui, ora ne è conscio anche il Civitavecchia Calcio, trafitto letalmente dal Toro, o meglio incornato.


Gab.Tos.