CIVITAVECCHIA – Sono partiti in treno. Hanno utilizzato i pullman messi a disposizione dai sindacati. Si sono dati appuntamento nei parcheggi per partire insieme. Tanti, tantissimi insegnanti di Civitavecchia sono a Roma per la giornata di sciopero nazionale, con tanto di corteo da piazza della Repubblica e piazza del Popolo, per dire no alla riforma della scuola del Governo Renzi. La quasi totalità degli istituti è rimasta praticamente vuota. Anche gli alunni hanno partecipato alla manifestazione, con i più grandi che hanno raggiunto la Capitale. “L’adesione è stata altissima – ha commentato la dirigente del Galilei Maria Zeno – parliamo di oltre il 50% dei docenti e del 10% del personale Ata”. Numeri importanti anche per il Guglielmotti. “Oltre 80% dei docenti – ha spiegato Pina Maniglia – e oltre 30% personale Ata”. “In tutti questi anni – ha sottolineato il dirigente del Marconi Nicola Guzzone – non ho mai visto un’adesione così alta ad uno sciopero: in questo istituto siamo attorno al 95%”. Sulla stessa scia la dirigente dell’IIS Viale Adige. “Una partecipazione altissima, attorno all’85% – ha infatti spiegato la dirigente Stefania Tinti – un’adesione come non si vedeva da tempo”.
Ma allo sciopero hanno partecipato anche i docenti di scuole primarie, secondarie e dell’infanzia. Oltre il 70% di scioperanti tra docenti e personale Ata è la quota raggiunta dall’Istituto Comprensivo Via Toscana, mentre l’Istituto Comprensivo “Don Milani” ha registrato assenze record. “Sono rimasti aperti solo due plessi – sottolinea la vicepreside Rossella Antonelli – Aurelia e Galilei. Hanno partecipato tutti”. Situazione analoga nell’Istituto comprensivo Civitavecchia 2. “Hanno scioperato almeno 100 insegnanti su 140 – questa la stima del preside Roberto Mondelli per quanto riguarda le adesioni del corpo docenti – tolti gli assenti perché in gita o per malattia sono rimasti meno di 10 insegnanti al Calamatta, 15 alla Rodari, quattro alla Frascatana e neanche uno alla De Curtis. A questi si aggiungono almeno due terzi del personale Ata – continua – tra sciopero e malattia, erano presenti solo sette unità su un corpo di 33”.
“Oggi la scuola si è fermata – ha commentato soddisfatto Cesare Caiazza della Cgil – è stato lo sciopero generale, promosso unitariamente, più grande di sempre in termini di adesioni di tutto il personale scolastico e degli studenti. Straordinaria la manifestazione a Roma alla quale hanno partecipato anche centinaia di civitavecchiesi tra insegnanti, personale non docente, studenti insieme ad altri lavoratori, pensionati, cittadini. Ieri, con l’approvazione dell’Italicum il Governo ha assestato un duro colpo alla democrazia e ha sfiduciato il Parlamento. Oggi i lavoratori della scuola, gli studenti, sostenuti dall’intero mondo del lavoro e dalla società civile, hanno “sfiduciato” il Governo attraverso una grande prova di maturità, partecipazione e di democrazia. La lotta per riaffermare pienamente i diritti costituzionali alla scuola, alla democrazia e al lavoro deve ora proseguire nel Paese e in ogni territorio. L’importante dato di Civitavecchia nella partecipazione massiccia allo sciopero e alla manifestazione testimonia la vivacità e la voglia di lottare del nostro territorio”.
“Il mondo della scuola si risveglia – hanno commentato la dirigente scolastica Velia Ceccarelli e un gruppo di docenti civitavecchiesi, ceretane, allumierasche, e tolfetane protagonista a Roma – oggi eravamo centomila solo a Roma. Eravamo in tanti e con tutti i colori, tutte le sigle sindacali ma soprattutto docenti, alunni e dirigenti. Il nostro Ministro ha detto che questa è una manifestazione politica ed è vero. Perché la buona politica va incoraggiata e sostenuta. Non ci sono interessi e mazzette ma migliaia di persone che per anni sono stati alla mercè di vari governi e vilipesi fino ad arrivare a questo Disegno di legge che toglie ogni dignità e diritto alla scuola pubblica per poterla trasformare in un’azienda dove le logiche saranno il profitto, le raccomandazioni ed il risparmio. Oggi tutti abbiamo gridato a gran voce che la scuola pubblica va sostenuta e rafforzata con nuove risorse e migliori strutture. I docenti devono aggiornarsi ma tutti e gratuitamente. I dirigenti vanno valutati e le scuole monitorate ma solo se si darà loro la possibilità economica e la dignità per fare bene. Ogni giorno dirigenti, docenti ed alunni fanno il loro meglio con poco chiediamo solo di poter fare meglio e di più. I docenti precari hanno diritto alla stabilità e le assunzioni sono un dovere per lo stato ed un diritto per tutti non una propaganda elettorale.
Vogliamo dignità e risorse poi la buona scuola sappiamo farla da soli. Oggi questo è stato il senso di una manifestazione epocale in cui la speranza in una scuola migliore è stato il miglior sottofondo”.

