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    Speciale medicina
    25 Luglio 2015
    Caldo, pronto soccorso in tilt

    Per il gran caldo delle prime due settimane di luglio sono aumentati del 10% gli accessi ai pronto soccorso d’Italia. Un aumento più marcato nelle grandi città e in alcuni regioni, dove si è arrivati al 20%. E’ la fotografia scattata dalla Simeu, la società italiana di medicina d’emergenza e urgenza, che ha valutato gli effetti delle temperature eccezionalmente alte di questi giorni.
    L’ondata di caldo ha avuto «una significativa ricaduta, anche se quantitativamente limitata, sulla salute della popolazione che si è rivolta ai pronto soccorso degli ospedali». L’aumento degli accessi è stato più contenuto in Piemonte e in Veneto, con picchi invece del 20% in alcune aree dell’Emilia-Romagna e del Lazio. Oltre all’incremento delle patologie imputabili al caldo, come disidratazione, colpo di calore e sincope, è stato riscontrato un aumento di scompensi di patologie pre-esistenti (cardio-polmonari, renali e metaboliche).
    In alcune regioni, come il Piemonte, si è registrato un aumento di mortalità che riguarda i pazienti più fragili: anziani con più patologie, malati cronici allettati e fasce deboli (per povertà e isolamento sociale).
    «Oltre a rendere capillare l’informazione sulle regole più importanti da osservare in occasione dei picchi estivi di caldo – sottolinea Gian Alfonso Cibinel, presidente nazionale Simeu – è necessario attivare iniziative di supporto sociale e sanitario, sia da parte delle istituzioni che dei servizi sanitari, come avviene in molte regioni, sia da parte dei cittadini, partendo dalle semplice segnalazione di persone in difficoltà».
    Le strutture sanitarie «devono poi rispondere – prosegue – garantendo condizioni ambientali adeguate (attraverso il condizionamento efficace) in tutte le sedi di cura, ad iniziare dai pronto soccorso. Inoltre, come in tutte le stagioni, è necessario assicurare un numero adeguato di posti letto ospedalieri per i pazienti che devono essere ricoverati dai pronto soccorso».
    «Anche in questo periodo, come nella stagione invernale, si sono verificate situazioni di affollamento dei pronto soccorso, in parte correlate alla riduzione dei posti letto per chiusura estiva parziale dei reparti. E’ indispensabile che ogni ospedale si doti di piani efficaci per la gestione del sovraffollamento dei ps (estivo o invernale), come richiesto dalla Simeu in una recente lettera al ministro della Salute», conclude.