Anche nelle scuole di Civitavecchia si studia il romeno
Scuola e Università
14 Ottobre 2015
Anche nelle scuole di Civitavecchia si studia il romeno

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – «Il caso di Civitavecchia è completamente diverso da quello di Ladispoli». È questa la risposta secca dell’assessore Gioia Perrone, interrogata sulla questione scottante dell’insegnamento della lingua romena anche nelle scuole civitavecchiesi che tanto sta facendo scalpore in questi giorni sul litorale. «Il corso di lingua romena è in atto a Civitavecchia già da tre anni – spiega l’assessore – si tratta di un’attività extrascolastica finanziata dal Governo Romeno che stanzia dei fondi a tutti gli istituti disposti ad accettare l’iniziativa». La questione è stata sollevata dal presidente dell’associazione Cittadini Territorio e Sanità, Carmine Ianniello, all’indomani delle affermazioni dell’onorevole Simona Flavia Malpezzi del Pd, ospite alla trasmissione Mattino 5, andata in onda due giorni fa, che si è interessata del caso di Ladispoli. L’esponente del Pd ha fatto riferimento anche a Civitavecchia. «Volevo mettere a conoscenza tutti che a quanto pare anche a Civitavecchia, nelle scuole elementari, verrà insegnata come lingua straniera il romeno – è quanto afferma Ianniello – ho già provveduto ad inoltrare all’assessore Gioia Perrone una richiesta d’informazione in merito. Nell’eventualità, tale decisione è arbitraria e illegale, in quanto le scuole hanno l’obbligo di portare a conoscenza i genitori del piano organizzativo formativo prima dell’inizio della scuola e tale piano deve essere accettato – continua il presidente dell’associazione – anche qualora dovessero dire che il corso di lingua romena è facoltativo, per farlo iniziare è indispensabile l’unanimità e non basta la maggioranza». Dichiarazioni su cui l’assessore Perrone non è d’accordo: «Il corso di lingua romena viene portato avanti a Civitavecchia da circa tre anni – ha ribadito – e in particolare nell’istituto comprensivo Civitavecchia 2 ad opera del dirigente, professor Roberto Mondelli – continua l’assessore – anche se è doverosa la premessa che il Comune deve rispettare le scelte dell’istituto e del Ministero dell’Istruzione, senza entrare nel merito. Le partecipazioni sono assolutamente libere e non obbligatorie».

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