Welfare famigliare, cercasi 350 profili in tutta Italia
Economia e Lavoro
14 Ottobre 2015
Welfare famigliare, cercasi 350 profili in tutta Italia

Roma (Labitalia) – Oltre 350 profili welfare familiare cercasi in tutta Italia; le aree di ricerca prevalenti sono Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Toscana. Ad attivare la selezione è l’agenzia per il lavoro Umana ricordando che assistenti agli anziani, assistenti alla famiglia, operatori per persone non autosufficienti, per soggetti con difficoltà, colf e accompagnatori sono categorie queste sempre più richieste. L’area specialistica di Umana, Servizi alla persona, ha registrato in 12 mesi (settembre 2014-settembre 2015) un aumento del 58% di richieste da tutta Italia, dati che testimoniano la difficoltà dei servizi socio sanitari tradizionali (rsa e assistenza domiciliare) ad evadere l’enorme richiesta di aiuto dalle famiglie italiane.
«Si tratta, infatti, non solo -spiega- di badanti, ma operatori per la cura della persona. Figure complesse in grado di gestire situazioni di disagio fisico e psicologico, sia convivendo con l’assistito sia supportandolo in alcune parti della giornata. E’ la demografia -ricorda Umana- a dare il segno di una trasformazione radicale del welfare familiare. Secondo l’ultimo rapporto dell’Oms, l’Italia è il Paese ‘più vecchio’ in Europa con il 21,4% dei cittadini over 65 e il 6,4% over 80, e il secondo al mondo preceduto solo dal Giappone, nel quale una famiglia su 10 ha al suo interno un componente in difficoltà». 
«Il Censis ha stimato nel 2014 -precisa- in 4,1 milioni le persone in Italia portatrici di disabilità, prevedendo che nel 2020 raggiungeranno i 4,8 milioni. Inoltre, il nostro è il Paese Ocse con la più elevata percentuale di familiari che prestano assistenza a persone anziane o disabili in modo continuativo (16,2% della popolazione) all’interno del loro nucleo». 
«In questo contesto -continua- l’assistenza privata è diventata un modello consolidato e oramai indispensabile di welfare familiare. Tuttavia, ancora troppo spesso il reclutamento viene lasciato all’improvvisazione e all’informalità, con contorni di legalità lavorativa sfumati, con l’utilizzo di professionalità non garantite, non sempre all’altezza, in maniera non continuativa, esponendo le famiglie a rischi pesanti».
“Legalità, selezione, formazione verificata e certificata e costante attenzione al feedback del cliente per tutta la durata del servizio, che deve essere continuativo: questo -spiega Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana- è il modello da seguire. Umana non fornisce solo badanti, ma personale qualificato seguendo proprio i nuovi modelli di welfare che mirano a superare i concetti di residenzialità dell’assistenza e puntano su una maggiore domiciliarità». 
«I nostri operatori -avverte- sono prevalentemente donne e, elemento di novità per un mercato tradizionalmente orientato al reclutamento di personale proveniente da altri Paesi, oggi il 40% è di nazionalità italiana. Negli ultimi mesi stiamo formando anche assistenti uomini che rappresentano ancora una piccola componente della nostra forza, ma significativa rispetto alle richieste di molte famiglie”. Le esigenze delle famiglie «sono fra le più complesse e delicate e, oltre a una assistenza tagliata su misura, cresce sempre di più la necessità di un supporto alle attività domestiche (dalla compagnia per le persone sole all’aiuto per gli approvvigionamenti o il colferaggio) con sicurezza, flessibilità, e sollevando l’assistito e i suoi familiari dagli obblighi burocratici», conclude.