ROMA-Arrivano le prime sentenze di Mafia Capitale. Domani infatti, si saprà qual è la decisione del gup Anna Criscuolo sui quattro imputati che hanno scelto – per reati che, a seconda delle posizioni, vanno dalla corruzione all’usura – il rito abbreviato. Si tratta di Emanuela Salvatori, Raffaele Bracci, Claudio Gaudenzi e anche di Emilio Gammuto, il collaboratore a cui Buzzi, il 20 aprile 2013, intercettato dai Ros, diceva la frase diventata quasi simbolo dell’inchiesta: «Oh l’avevamo comprati tutti oh». E per il quale la procura ha chiesto una condanna a 5 anni di reclusione. Il 5 novembre, invece, avrà inizio il processo ai 46 imputati che con rito immediato, come richiesto – e ottenuto – dai pm Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli, guidati dal procuratore capo Giuseppe Pigna. Proprio in vista di quello che può essere definito un maxiprocesso, Pignatone ha richiesto che venga desecretata la relazione e la relativa lista dei 101 nomi scottanti messa insieme dai commissari prefettizi. I 101 nomi sono quelli di dirigenti , funzionari e politici che hanno avuto a che fare con il sistema messo in piedi, secondo l’accusa, da Buzzi e Carminati. Amministratori e politici che però potrebbero aver avuto soltanto rapporti casuali con il sistema criminale ipotizzato dalla procura.
La relazione, tuttavia, se la prefettura accoglierà la domanda, andrà ad aiutare i giudici a farsi un’idea più precisa e approfondita, un quadro dai colori più sgargianti, di quella vicenda complicatissima. Le 850 pagine del dossier vennero messe insieme da una commissione nominata dal predecessore di Franco Gabrielli, Giuseppe Pecoraro, e guidata dal prefetto Marilisa Magno. Gabrielli, poi, alla sua nomina a prefetto di Roma, stilò un’altra relazione: quest’ultima fu quella che venne consegnata al ministro dell’Interno Angelino Alfano, la cui lettura portò al commissariamento del municipio di Ostia per infiltrazioni mafiose. Le conclusioni del prefetto Magno, l’avevano spinta a richiedere lo scioglimento del consiglio comunale di Roma per mafia. Intanto da sabato ai 3 manager dirigenti della cooperativa La Cascina – Salvatore Menolascina, Carmelo Parabita e Domenico Cammisa – pesantemente coinvolti in Mafia Capitale (secondo l’accusa i tre dirigenti, per lavorare nei centri di accoglienza per immigrati, pagavano mazzette a Luca Odevaine), il Tribunale del Riesame ha revocato la misura degli arresti domiciliari.
Cronaca
2 Novembre 2015
Mafia Capitale, arrivano le prime sentenze

