Fondazione Cariciv, la parola d’ordine è continuità
Economia e Lavoro
4 Novembre 2015
Fondazione Cariciv, la parola d’ordine è continuità

CIVITAVECCHIA – Dal 23 novembre prossimo la Cassa di Risparmio di Civitavecchia scomparirà e con lei una storia lunga 168 anni. La banca cittadina per eccellenza, infatti, fondata nel 1847, sarà incorporata in Intesa San Paolo, con il benestare della Banca d’Italia. Cosa cambierà? Poco o nulla a detta del presidente uscente Massimo Ferri. «Non ci sarà più l’insegna – ha spiegato – per i correntisti cambierà solo l’iban, dal punto di vista occupazionale rimarrà tutto invariato e probabilmente le filiali, comprese quella di cassa di risparmio di Rieti e Viterbo, saranno riorganizzate. Ma niente altro».

«Dal 23 novembre – ha spiegato il segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia Vincenzo Cacciaglia – il nostro ente rimarrà, in piena continuità con quanto è stato finora, l’unico vero punto di riferimento della città, venendo meno il ruolo della Ca.Ri.Civ». Con un patrimonio arrivato a 78 milioni di euro – partendo dai 42 miliardi di lire dell’allora Ente Cassa di Risparmio – ed immobili per 20 milioni, la fondazione di origine bancaria andrà anche a ricoprire il ruolo storico che la banca lascerà vacante. Negli anni la Fondazione si è di fatto staccata dalla Cassa di Risparmio, passando dal 51% di azioni al 49% fino alla cessione dell’intera partecipazione avvenuta alla fine del 2014; pur essendo un ente di diritto privato ha da sempre, e continuerà a farlo anche alla luce di questo passaggio, distribuito sul territorio le proprie risorse a disposizione, con progetti sui nove comuni di competenza e in sinergia con amministrazioni e con associazioni di volontariato. Un’attività, quindi, nel segno della continuità. Perché anche se Intesa San Paolo andrà a sostituire la Cassa di Risparmio, la Fondazione proseguirà la sua mission con passione, impegno e con l’obiettivo di garantire risposte concrete al territorio.

«La Fondazione – ha ricordato Ferri – negli ultimi 10/15 anni ha triplicato il suo patrimonio, gestendolo in modo oculato e raccogliendo molti frutti, sempre nell’interesse della collettività. Ad aprile è stato sottoscritto un accordo tra Acri e Mef e la nostra Fondazione rispetta già tutti i parametri imposti, segno che negli anni si è lavorato bene».

«Anche senza l’apporto della banca – ha garantito l’avvocato Cacciaglia – la Fondazione avrà comunque le sue entrate, dalla gestione del patrimonio; il tutto è costantemente monitorato da un gruppo di professionisti. Insomma, non cambierà nulla: continueremo nella nostra opera a sostegno del territorio». Il rilancio dell’Università e la ristrutturazione di piazza Verdi, la vicinanza continua e quotidiana alla Asl e all’ospedale San Paolo ed i reparti riqualificati, la palazzina per le giovani famiglie in via Pio IV, i tantissimi progetti sostenuti.

Questo e non solo è Fondazione Ca.Ri.Civ. che, nonostante precauzionalmente non abbia emanato il bando per quest’anno (dovendo aggiornare anche il proprio ‘‘calendario’’ per conoscere le effettive risorse a disposizione: dai dividendi della banca, a maggio, al rendimento degli investimenti, a fine anno), ha garantito anche nel 2015 un ampio sostegno in tutti i comuni di competenza, preparandosi a riproporre il bando per le associazioni nel 2016.