ROMA-La procura di Roma ha aperto un fascicolo, per il momento privo di ipotesi di reato e di indagati, sull’assegnazione dei banchi per la tradizionale festa della Befana in piazza Navona. Gli accertamenti prendono spunto dalle presunte irregolarità segnalate non solo dall’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, ma anche dal commissario straordinario Franco Tronca il quale, dopo una veloce verifica, ha chiesto al Municipio I del centro storico di annullare tutto.
Nelle carte inviate a piazzale Clodio da Anac e Campidoglio si parla di bando caratterizzato da «macroscopiche irregolarità» e di procedure «non pienamente in linea con il quadro normativo». In particolare, la metà dei banchi, come già avvenuto in passato, erano stati assegnati a venditori legati ai Tredicine, famiglia semimonopolista del commercio ambulante a Roma, della quale un esponente, Giordano, ex consigliere comunale di Forza Italia, è attualmente imputato nel processo per Mafia Capitale. L’Anac ha individuato nei vincoli di parentela e nelle assegnazioni reiterate alcune delle criticità per piazza Navona. Insomma, non c’è pace per la Befana di piazza Navona. Dopo lo stop, adesso anche i 12 spettacoli viaggianti rischiano di non montare per l’8 dicembre, giorno in cui la festa, anche se nella sua forma ridotta, dovrebbe iniziare. Il condizionale però è d’obbligo, perché la Giunta del I Municipio questa mattina ha chiesto agli uffici di rilasciare le autorizzazioni solo dopo una «revisione puntuale di tutti i titoli dei 12 spettacoli viaggianti». Gli operatori, arrivati in via Petroselli per avere il via libera, appresa la notizia hanno iniziato a protestare, tanto che in due si sono incatenate a un termosifone all’interno dell’edificio. C’è voluto l’intervento di due agenti della polizia di Stato per convincerle a lasciare la sede del Municipio.
Cronaca
4 Dicembre 2015
Befana, interviene la Procura

