In sei anni persi un milione di posti
Economia e Lavoro
4 Dicembre 2015
In sei anni persi un milione di posti

Roma – Tra il 2008 e il 2014 gli occupati in Italia sono calati di circa un milione (-4%), sostanzialmente a causa del drammatico calo nei comparti manufatturiero (-612mila unità) e delle costruzioni (-396mila unità). Solo i servizi hanno incrementato gli occupati, specialmente nei comparti delle attività professionali e artistiche (congiuntamente +370mila occupati nei sei anni). Le imprese della filiera agroalimentare italiana nel periodo 2008-2014 hanno avuto una perdita di occupati pari a -97 mila unità con un valore percentuale pari a -2%. Emerge dal 4° Rapporto sul Mercato del lavoro, realizzato dalla Fondazione Obiettivo Lavoro e presentato a Roma, presso il ministero delle Politiche agricole. 
In particolare l’agricoltura, e specialmente il comparto legato alle produzioni vegetali, ha perso circa 55mila occupati (-5.8%), mentre in controtendenza gli altri due comparti (silvicolura e pesca) che hanno addirittura aumentato il numero di occupati. Rispetto agli altri comparti della filiera agroalimentare, tra luci e ombre il settore del commercio, in special modo il commercio all’ingrosso, che ha bruciato dal 2008 più di 65mila unità nei recenti anni, mentre il settore delle industrie alimentari sembra aver limitato i danni (-15mila occupati). Un trend completamente diverso ha riguardato il settore dei servizi di alloggio e di ristorazione, cresciuto di 70mila occupati (+5.3%) anche durante il periodo più recente. 
In particolare, le imprese della filiera agroalimentare italiana, seppur toccate dalla crisi, sono riuscite, ampliando prodotti e servizi offerti e puntando sulla qualità, ad essere competitive sui nuovi mercati globali e ad attutire gli effetti della crisi. E il comparto dell’agroalimentare italiano nel suo insieme rappresenta al 2014 il 5,5% degli occupati (due terzi nell’agricoltura e un terzo nella produzione industriale di alimenti e bevande) e il 6,9% delle unità di lavoro del Paese. 
Così, puntare su un impiego nel settore della ristorazione può essere una scelta vincente per un giovane in cerca di lavoro. Il 60% delle offerte di lavoro dell’intera filiera agroalimentare appartiene, infatti, al settore della ristorazione. Mentre la restante quota è rappresentata dal 21% di offerte che vengono dal settore del commercio, dal 16% dell’industria alimentare e bevande e dal 3% del settore agricolo. 
Gli autori del Rapporto hanno esaminato oltre 26 mila annunci web con offerte di lavoro, pubblicati da febbraio 2013 a giugno 2015 (in crescita del 15% nel primo semestre di quest’anno). Segno di una forte vitalità e di una tendenza all’espansione del settore agroalimentare «nel suo complesso e in tutti i suoi settori: agricoltura, commercio, industria alimentare e delle bevande e ristorazione», si legge nel Rapporto. 
Pur con le dovute differenze tra settore e settore, prevale la tendenza a ricercare professioni tecniche e qualificate nelle attività commerciali e artigiane. E’ interessante evidenziare che negli annunci di lavoro, oltre alle competenze professionali specifiche, si richiedono soft skill (come flessibilità oraria, capacità relazionali e di comunicazione) e la conoscenza delle lingue straniere.