Politica
10 Dicembre 2015
Giubileo, riaprono mensa e ostello della Caritas

ROMA-Riaprono dopo la ristrutturazione l’ostello Don Luigi Di Liegro e la mensa serale Giovanni Paolo II di via Marsala, alla stazione Termini. A due giorni dall’apertura della Porta santa di San Pietro che ha segnato l’inizio del Giubileo della misericordia, i locali, messi a disposizione dal Gruppo Fs, sono stati inaugurati stamattina con il taglio di nastro e la benedizione da parte del cardinale vicario Agostino Vallini. «Qui c’è un miracolo, che sta nella cooperazione di tantissima gente. Diciamo così: siamo stati bravi. C’è stata una convergenza di buone volontà, qui abbiamo operato una reductio ad unum: chi mette i soldi e quindi il buon cuore, chi le maestranze, tutti ci mettono qualcosa. Ringraziamo il Signore, perché è stato un miracolo», ha commentato Vallini alla presenza tra gli altri dell’amministratore delegato e direttore generale delle Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, del segretario generale della Conferenza episcopale italiana, Nunzio Galatino, del direttore della Caritas, monsignor Enrico Feroci, del prefetto di Roma, Franco Gabrielli, del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e del presidente di Bnl, Luigi Abete. I lavori hanno riguardato la messa a norma e la sostituzione di tutti gli impianti, l’incremento dei servizi e della superficie a disposizione, il riposizionamento degli spazi e il rifacimento delle infrastrutture. Grazie agli interventi effettuati l’ostello potrà fornire 500 pasti e ospitare fino a 300 persone. I lavori sono iniziati nel 2010, in occasione del trentennale della Caritas diocesana di Roma, ma in questi anni l’ostello e la mensa hanno continuato a operare in strutture temporanee nella Cittadella della carità. Nell’occasione è stata svelata all’ingresso dei locali di via Marsala anche la Porta Santa della Carità, un’opera a mosaico dell’artista padre Marko Ivan Rupnik, che Papa Francesco ha scelto di includere nell’Anno Santo e varcherà il prossimo 18 dicembre alle 16.30. «na giornata di profonda gratitudine, dopo tanti anni questa struttura aveva bisogno di essere ristrutturata – ha detto monsignor Feroci – Un piccolo rammarico è che vorrei che in questa città questo tipo di Caritas non ci fosse più, perché tutti hanno diritto a una casa e a un lavoro: una città in cui un solo uomo soffre meno è una città migliore, e questo è il nostro impegno», prima di concedersi una battuta indirizzata alle autorità locali: «È stato più facile trovare i fondi che avere le autorizzazioni a costruire». 
Per Mazzoncini «avere questa opportunità per me è un onore e una soddisfazione, ma anche il segnale che uno dei compiti di un amministratore di un’azienda come Fs sia quello di occuparsi della responsabilità sociale che l’azienda ha. Tutte le volte che entro o esco da una stazione mi chiedo come si possa in questo momento particolare conciliare la sicurezza con l’accoglienza, e direi che è evidente che questo ostello e le strutture di questo tipo che continueremo a costruire sono l’unica risposta possibile che possiamo dare alle persone bisognose: qui sono loro i padroni di casa».