Cronaca
15 Dicembre 2015
Caso di ‘Ndragheta, spaccio e droga

ROMA-I carabinieri del Comando provinciale di Roma stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare (sette in carcere e due ai domiciliari), emessa dal gip del Tribunale della Capitale su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia, nei confronti di nove persone (otto uomini ed una donna) quattro delle quali sono accusate di far parte, a vario titolo, di un’associazione per delinquere operante nella provincia nello spaccio di stupefacenti provenienti dalla Calabria. Per altri due, un italiano ed un albanese, l’accusa invece è quella di sequestro di persona a scopo di estorsione nei confronti di un italiano che è stato rinchiuso in un garage, picchiato e minacciato di morte poiché accusato di essersi fatto sottrarre 4 chili di eroina durante il trasporto in Puglia per la cessione ad un gruppo di criminali albanesi. A tutti sono contestati i reati di detenzione e spaccio. Contestata anche l’aggravante della disponibilità di armi, dell’impiego di minorenni nello di spaccio nonché di aver agevolato la ‘ndrangheta, con articolazioni operanti sia nella nostra regione che in Lazio per il controllo delle attività illecite sul territorio.I militari stanno eseguendo diverse perquisizioni e sequestri di beni sia a Roma che a Tivoli, Guidonia Montecelio, Castelnuovo di Porto ma anche nel reggino, in particolare ad Africo Nuovo e Bovalino. A capo dell’associazione, secondo gli investigatori, vi sarebbe un 34enne originario di San Luca ritenuto contiguo alla cosca “Nirta-Romeo-Giorgi”. Allo stesso viene contestata anche l’intestazione fittizia di attività commerciali per aver preso in gestione, alla fine del 2014, un bar nel centro storico di Tivoli, intestandolo ad una società, così come avvenuto per un’autovettura Smart sottratta ad uno degli associati come compensazione dei debiti maturati e non pagati.