Roma – Negli anni della crisi le cooperative sono state un salvagente per l’occupazione, realizzando «oltre 48.000 nuovi posti di lavoro, +10,1% rispetto al dicembre 2007, mentre nello stesso periodo nel Paese il numero di occupati si è ridotto del 2,4% passando da 23.048.000 a 22.492.000 occupati». E’ quanto ha sottolineato il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini nella relazione di apertura della 39a assemblea nazionale in corso a Roma. Il 75% degli occupati nelle imprese aderenti a Confcooperative ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato (nelle grandi cooperative saliamo all’85%). Le cooperative inoltre rappresentano un «ascensore sociale per donne, giovani e stranieri». In 1 nostra cooperativa su 3 nel cda c’è almeno un under 35, mentre gli stranieri rappresentano il 15% dell’occupazione complessiva. L’occupazione e la governance si tingono sempre più di rosa. È donna, infatti, il 60,8% degli occupati. Donne in ascesa anche nella governance delle cooperative dove rappresentano il 26,3% rispetto al 16% degli altri modelli d’impresa.
«Debito pubblico, meno sprechi più sussidiarietà. La revisione della spesa pubblica è una delle leve sulle quali possiamo agire». Con queste parole il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini incita «il Governo a farlo con determinazione”.
«Il perimetro dello Stato può essere ridotto, – spiega – lasciando più spazio sia al mercato sia all’autorganizzazione della società civile nelle forme della sussidiarietà. Occorre diffondere l’impulso all’efficienza, la capacità di coniugare qualità, risparmio e merito, fin nelle più piccole e periferiche pubbliche amministrazioni».
La Confcoopertive propone di spostare l’1% della spesa sanitaria dai servizi ospedalieri alla rete di assistenza primaria sul territorio. «Un giorno di degenza costa fino a dieci giorni di assistenza domiciliare, allora questo spostamento non riduce le prestazioni sanitarie, ma le moltiplica. Il nostro modello è quello di una stretta connessione tra il sociale, il socio sanitario e il sanitario, per la presa in carico complessiva della persona». Lo afferma il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini. «Il welfare sussidiario, cooperativo e mutualistico non sarà un fenomeno secondario e accessorio – sostiene – il suo protagonismo è necessario e già oggi le nostre 6.500 cooperative con 240.000 occupati erogano servizi di welfare a 6 milioni di italiani».
Economia e Lavoro
7 Maggio 2016
Gardini (Confcooperative): "In 8 anni +10% di occupati"

