CIVITAVECCHIA – Apprendimento e perfezionamento del posizionamento del catetere peritoneale e gestione delle sue complicanze. Questo il tema del primo corso teorico e pratico rivolto a chirurghi, medici ed infermieri del dipartimento di Nefrologia dell’ospedale San Paolo, svolto oggi alla presenza di un tutor d’eccezione: il dottor Roberto Corciulo, del policlinico di Bari. Un corso che, di fatto, va ad inaugurare una nuova stagione per la Nefrologia dell’azienda locale, per rendere autonomo l’ospedale di Civitavecchia in ogni passaggio della metodica di dialisi peritoneale al fine di migliorare l’efficienza e la qualità dei trattamenti e migliorare la vita dei pazienti. Si tratta, in sostanza, di una terapia sostitutiva renale, alternativa all’emodialisi ospedaliera, che lascia “libero” il paziente, essendo una terapia domiciliare.
“Un tassello in più – ha spiegato il direttore ospedaliero Antonio Carbone – per i pazienti e per la nostra Asl”.
Come spiegato dal dottor Moreno Malaguti, direttore Uoc Nefrologia della Asl Rm4, l’ospedale ha già iniziato due anni fa con 9 pazienti: di questi due hanno poi subito un trapianto di rene, 2 sono rientrati in emodialisi ospedaliera per problemi di salute, 5 sono attualmente in terapia ed altri 2 sono candidati ad essere inseriti nel programma. “Finora – ha spiegato – abbiamo però usufruito della collaborazione di medici romani per l’inserimento del catetere. Per evitare tutto questo, l’allungamento dei tempi di attesa e la migrazione in ospedali romani, vogliamo diventare autonomi”.
Il posizionamento del catetere peritoneale è una pratica che a Bari il dottor Corciulo ha iniziato già 25 anni fa; oggi in Italia la percentuale è del 10% dei dializzati, “ma la Asl di Civitavecchia – ha sottolineato la dottoressa Teresa Petrangolini, consigliere sanità della Regione Lazio – potrebbe farsi portavoce di questa battaglia, arrivando almeno al 20%. Questo trattamento potrebbe portare anche un consistente risparmio sul fronte del servizio sanitario nazionale”.
Attualmente sono 260 i pazienti in dialisi nella Rm4, di cui 74 solo a Civitavecchia, 32 a Bracciano, 52 a Ladispoli, 30 a Fiano Romano. I “candidati” ad essere inseriti nella nuova terapia sono i nuovi pazienti, non quelli che sono già sottoposti a cure. E comunque, dopo una corretta informazione sulle varie terapie possibili, sarà sempre il clinico a decidere, in base allo stato di salute del paziente.
Una rivoluzione per la nefrologia, come sottolineato dal direttore generale Giuseppe Quintavalle, “con la riorganizzazione a pubblico della dialisi di Capena – ha spiegato – quelle di Bracciano e Civitavecchia ed i lavori per l’accreditamento di strutture da riconvertire come la clinica Siligato”.


