Dare il via ad una vera e propria rivoluzione tecnologica per salvaguardare l’ambiente garantendo le risorse alle generazioni future e contribuire ad azzerare le differenze che ha ancora oggi vedono parte del pianeta in forte disavanzo rispetto ai paesi più industrializzati. E’ questa la sfida di un gruppo di esperti che si sono dati appuntamento alla Triennale di Milano all’incontro organizzato da Eni, ‘We Make. Il futuro tra energia e innovazione’, tappa di un percorso inaugurato lo scorso giugno che culminerà nella prossima edizione della Maker Faire in programma alla Nuova Fiera di Roma dal 14 al 16 ottobre. «Un miliardo di persone, al mondo, non ha accesso all’elettricità; circa 3 miliardi cucinano con biomasse; noi dobbiamo portare il mondo alla stessa velocità, difendendo l’ambiente e costruendo un modello energetico compatibile con l’ambiente» ha affermato Francesco Gattei, responsabile investor relation di Eni. Durante l’evento alla Triennale, esperti e operatori, moderati da Riccardo Luna, digital champion del governo, hanno raccontato le loro esperienze in fatto di design, innovazione tecnologica, energia e artigianato digitale. In particolare, «oltre a parlare dell’energia che c’è nell’innovazione – sottolinea Luna – si parla anche di tutta l’innovazione che c’è nell’energia», cioè «di quanto sia possibile cambiare il modo di produrre, distribuire e consumare energia per costruire un mondo migliore». «Come Eni – spiega Gattei – affrontiamo la grande sfida del futuro immaginando un mondo in cui nuovi materiali e nuove tecnologie si intrecciano per una conoscenza sempre più ampia e una dinamica tra gli oggetti sempre più materiale e sempre più importante». Per fare questo «abbiamo bisogno di un mix energetico che sia adeguato a questa esigenza». Occorre, cioè, «costruire un mix equilibrato in cui insieme, il gas e le rinnovabili, potranno creare una forma di matrimonio che per molti decenni darà all’uomo le energie necessarie per portare a termine una completa trasformazione tecnologica».

