LADISPOLI – È ancora una volta il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta a schierarsi in difesa del Pit . Il sindaco ha nuovamente spiegato la situazione che il territorio si trova ad affrontare con una possibile chiusura della struttura sanitaria sull’Aurelia.
Per quanto riguarda il personale, in caso di chiusura, non ci sarebbero licenziamenti per gli operatori stabilizzati che si troverebbero eventualmente dislocati tra Civitavecchia, Aurelia Hospital e Bracciano. La situazione, invece, sarebbe più complicata per il circa 20 operatori non ancora stabilizzati per i quali, in caso di chiusura, non ci sarebbero certezze. Per quanto riguarda invece i servizi, sarebbero circa 1000 gli accessi che il Pit effettuerebbe ogni anno, un buon numero che ricadrebbe sulle strutture ospedaliere di prossimità, non si sa con quali conseguenze. Si attende quindi un prossimo incontro tra Asl, amministrazione comunale e sindacati per delineare e definire la reale situazione e il futuro del Punto di primo intervento ladispolano. Il sindaco ha comunque rassicurato dicendo che l’amministrazione ladispolana si è già mossa, cercando referenti politici e istituzionali per un dialogo per risolvere questa situazione. A scendere in campo al Pit e ai lavoratori sono anche i sindacati Spi Cgil Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo.
“Pensavamo che i tagli alla sanità ed ai servizi sociali si stessero esaurendo, perché non c’era più nulla da tagliare – hanno dichiarato i sindacati – invece no, il processo tragico che sta privando tanti cittadini del diritto alla salute continua».
«Ci auguriamo con tutto il cuore che non sia vero – continuano i sindacati – perché Cerveteri e Ladispoli non hanno un ospedale e negli anni il personale del Pit ha salvato tante persone. In particolare, per anziani e persone non autosufficienti questa struttura rappresenta la sicurezza, in caso di bisogno, di potersi confrontare in qualsiasi ora con personale sanitario attento e preparato. Sappiano tutti che non è un vero e proprio pronto soccorso ma è un filtro importante. Ci ricordiamo ancora la cerimonia di inaugurazione della Casa della salute che avrebbe dovuto trasformare il poliambulatorio in un nuovo e più efficiente presidio sanitario, potenziando e qualificando i servizi socio-sanitari già esistenti. Ma alla luce dei tagli alla sanità che anche il Governo si appresta a mettere in atto, vogliamo che si taglino meno nastri e si lavori per restituire pienamente ai cittadini il diritto alla salute».


