Sanità
17 Ottobre 2016
Buona sanità: la famiglia Mosconi ringrazia Santoro

CIVITAVECCHIA – “Col chirurgo Emanuele Santoro l’eccellenza è di casa al San Paolo di Civitavecchia. Fra vari casi di mala sanità è giusto rilevare quello che, invece, va molto bene nel nostro nosocomio cittadino. Nei giorni scorsi il mio papà, Lanfranco Mosconi, ha dovuto subire un grande intervento d’urgenza e io e la mia famiglia vogliamo ringraziare chi gli ha salvato la vita ed evidenziare l’ottimo comportamento di medici e paramedici.
Un plauso meritatissimo al Primario di chirurgia dell’ospedale S.Paolo di Civitavecchia, dottor Santoro: mai come ora avevamo avuto nella nostra città un medico così preparato, attento alle esigenze dei pazienti, scrupoloso e meticoloso nelle sue diagnosi sempre approfondite e curate nei dettagli senza lasciare nulla al caso, cortese nei modi, corretto e disponibile, un esempio di come dovrebbe essere un dottore, soprattutto nei momenti critici e delicati della vita di una persona quale la malattia.
Il dottor Santoro è una persona che, oltre ad essere eccezionale nello svolgere il suo lavoro, è un uomo pronto al dialogo. La Asl Roma4 può davvero vantare un grande motivo di orgoglio al suo attivo con interventi chirurgici all’avanguardia,che attirano nella nostra città perfino pazienti dalla capitale. Il valore aggiunto alla sua professionalità è il suo modo di fare degno del giuramento di Ippocrate, più come vocazione che come mestiere. Da cattolica mi è stato insegnato che Dio mette sulla testa dei medici un angelo durante gli interventi chirurgici per guidarne le mani, ma questa volta ha fatto di più: ci ha mandato un angelo in carne ed ossa. Spero che chi di competenza non si faccia sfuggire un professionista di così alto livello. Tutta la stima, gratitudine e rispetto da parte mia, del mio papà e dalla mia famiglia per come il dottor Santoro ha gestito la situazione non facile di mio padre. Tra l’altro con i suoi interventi perfetti e all’avanguardia ci rende orgogliosi anche perché invece di vedere continue migrazioni di malati verso altri ospedali, finalmente vediamo che anche in città si può essere curati da colui che è il top della chirurgia in un ottimo reparto, tanto è vero che vengono pazienti anche da fuori. Ringraziamo di cuore tutti i medici del reparto chirurgia che hanno avuto pazienza con noi famigliari impauriti e che non hanno lasciato nulla al caso, gli infermieri e gli ausiliari tutti gentili e premurosi; mio padre continua a ripetere che ha ricevuto la massima assistenza. Mio padre ringrazia poi di cuore tutto il reparto di terapia intensiva, altro fiore all’occhiello del San Paolo: medici eccezionali e personale qualificato e gentile; la dottoressa del pronto soccorso, il diabetologo dottor Santantonio, i cardiologi Di Gennaro e Calcagno e il dottor Dimito. Il pronto soccorso merita un discorso a parte: molto spesso gli operatori di questo reparto vengono additati ma è giusto dire che il personale è ridotto ai minimi termini e pur volendo svolgere al meglio il loro lavoro non sempre riescono a portare a compimento tutti i compiti; fra degenze, emergenze, visite e quant’altro è davvero difficile arrivare a tutti anche a fronte del fatto che non sono in numero sufficiente barelle, sedie a rotelle, lettini e quant’altro e un grande aiuto, per fortuna, lo danno i volontari della croce rossa”.

Romina Mosconi