Pasta, un contratto di filiera per una produzione tutta italiana
Energia e ambiente
20 Ottobre 2016
Pasta, un contratto di filiera per una produzione tutta italiana

Un contratto di filiera per la produzione di pasta di alta qualità 100% italiana e per offrire un modello di sviluppo sostenibile. Si è svolta presso la De Matteis Agroalimentare di Flumeri (Avellino) la sesta edizione di incontrArmando, evento annuale promosso dal pastificio campano insieme a Syngenta per incontrare gli agricoltori che aderiscono al patto di filiera Grano Armando e per condividere i risultati raggiunti nell’annata agraria. Buoni i risultati della campagna 2015/2016: le aziende agricole aderenti al patto di filiera Grano Armando, infatti, hanno raggiunto quota 654, portando a 10.500 gli ettari coltivati in nove regioni: Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Lazio, Umbria e Toscana. Sono 34, invece, gli stoccatori coinvolti.
Dati che testimoniano il successo del progetto di filiera nato nel 2011 dalla collaborazione tra De Matteis, Syngenta e Coseme e che ha condotto alla realizzazione di Grano Armando, primo marchio italiano di pasta ad aver messo l’accento non soltanto sull’eccellenza dei processi produttivi, ma anche sulla qualità e l’origine del grano duro utilizzato. La pasta Grano Armando, infatti, è prodotta nello stabilimento di Flumeri esclusivamente con grano duro italiano coltivato nel rispetto del rigoroso disciplinare di produzione messo a punto da Syngenta per garantire il raggiungimento di un elevato contenuto proteico (14,5%) e un alto indice di glutine: due elementi essenziali ai fini di una produzione di pasta di alta qualità.
Ulteriore elemento qualificante è l’aspetto finanziario del progetto, grazie al quale è prevista una soluzione che, a fronte del raggiungimento delle soglie di qualità previste nel contratto, garantisce all’agricoltore l’acquisto del proprio raccolto da parte del pastificio De Matteis ad un prezzo minimo garantito che è superiore a quello di mercato, ove il prezzo di mercato fosse più basso.
L’analisi dell’impatto socioeconomico della filiera Grano Armando, poi, mette in luce le motivazioni che portano all’adesione alla filiera e che sono sia di carattere economico sia di generale fiducia nel progetto. In termini di produttività si registra un +42% di aumento delle rese; quanto alla redditività l’incremento è ben del 123%. Grano Armando si rivela anche un modello produttivo di filiera virtuoso ed esportabile in altri territori: se infatti la superficie mediamente coltivata a grano in Italia negli ultimi 6 anni avesse seguito questo modello di filiera avrebbe prodotto un maggiore valore per le imprese agricole di oltre 1,5 miliardi di euro rispetto alla media di mercato dello stesso periodo. “Arrivati al sesto anno del progetto possiamo dirci felici e orgogliosi dei risultati raggiunti, tanto più importanti in un contesto economico e di mercato poco confortante per l’intera filiera cerealicola – ha dichiarato Marco De Matteis, amministratore delegato di De Matteis Agroalimentare – Il clima di fiducia nel futuro riscontrato tra gli agricoltori della nostra filiera, così come la condivisione di valori e obiettivi comuni, sono elementi fondamentali per la continuità del progetto”. “I risultati conseguiti e gli ampi margini di crescita di cui dispone il progetto Grano Armando ci portano ad assicurare il nostro pieno sostegno anche in futuro – ha sottolineato Luigi Radaelli, amministratore delegato di Syngenta Italia – Questo progetto, che combina varietà, agrofarmaci, mezzi tecnici e assistenza agronomica costante, ha dimostrato sul campo di poter aiutare concretamente gli agricoltori a ottenere maggiori vantaggi e migliore qualità. Non a caso, dal 2013 questo progetto è inserito nel ‘The Good Growth Plan’, il piano mondiale che racchiude gli impegni concreti di Syngenta in materia di sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e formazione in campo agricolo”.