Cultura e Spettacoli
28 Ottobre 2016
Mostra celebrativa su Gillo Pontecorvo

di ILENIA POLSINELLI

ROMA – A dieci anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo, maestro del cinema italiano di fama mondiale, Roma ha inaugurato – mercoledì 19 ottobre 2015 – una mostra dedicata al grande regista. “Gillo – cinema – utopie – battaglie e passioni di Gillo Pontecorvo” presso il Teatro dei Dioscuri al Quirinale, aperta al pubblico dal 20 ottobre fino all’11 dicembre 2016, è il titolo dell’esposizione a cura di Claudio Libero Pisano con la collaborazione di Simone Pontecorvo, promossa e organizzata dal MiBACT – Direzione Generale Cinema, Regione Lazio, ABC Arte Bellezza Cultura, Istituto Luce-Cinecittà, Associazione Gillo Pontecorvo, in collaborazione con Casa del Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia, Museo Nazionale del Cinema di Torino, con l’organizzazione generale di Costruire Cultura, un percorso espositivo che non vuole essere solo un omaggio per l’anniversario della morte del regista avvenuta il 12 ottobre 2006, né tantomeno un tributo alla sua memoria, ma un viaggio nella vita di un grande ed eclettico artista. La mostra ricostruisce le tappe della vita di Pontecorvo attraverso 400 fotografie, molte delle quali inedite, provenienti  dall’Archivio Pontecorvo, dall’Archivio Luce e del Museo Nazionale del Cinema di Torino,  filmati inediti, documenti, testi e parole del regista. Un tuffo nel Novecento seguendo la straordinaria vita del regista: si parte dall’”Infanzia” si prosegue con  l’”Apprendistato” in pieno regime fascista quando Pontecorvo fu vittima delle leggi razziali e divenne esule prima a Parigi e  poi a Saint Tropez dove conosce e frequenta artisti come Picasso, Sartre, Stavinskij. Questo è il periodo in cui si avvicina alla politica aderendo al Partito comunista italiano, è la fase della sua vita denominata “Resistenza” con le foto e le testimonianze durante la battaglia di Barnaba dove partecipò coordinando, in Piemonte e in Lombardia, alcune azioni partigiane. Ma in questo periodo si arriva a conoscere  anche un Pontecorvo appassionato di musica con il suo grande desiderio di diventare musicista, cultore del tennis, tessitore di relazioni professionali che lo portano ad  avvicinarsi al mondo del cinema collaborando come assistente per Yves Allégret. È proprio da quest’incontro e da questa collaborazione che si apre la fase della genialità cinematografica di Pontecorvo, con la realizzazione dei suoi film, quelli apprezzati e amati nel mondo, gli incontri, i numerosi scatti inediti ed i provini,  come quello fatto a Claudia Cardinale per il film Kapò a cui non partecipò. La mostra concede al grande pubblico anche una parte “Sommersa” di Pontecorvo grazie ad un numero non precisabile di film poco conosciuti alcuni dei quali mai realizzati ma di grande coinvolgimento. La parte inedita e definita sommersa è una parte della mostra a cui si dà ampio risalto e spazio, facendo toccare con mano il laboratorio ideale e pratico del suo cinema. Questo può essere ripercorso ed immaginato attraverso l’audio di una conversazione tra Pontecorvo e Marlon Brando, quando il regista gli propose di fare un film dedicato ai Sioux, ma successivamente abbandonato dalla produzione americana, oppure guardando le istantanee di un progetto di film sulla figura di Cristo “I tempi della fine” o di “Magia” film per il quale il regista sperimentò l’LSD e guardando il progetto di un film sulla mafia agli inizi degli anni ’80 dopo che lo stesso regista ne aveva discusso con il giudice Giovanni Falcone. Il viaggio con Gillo Pontecorvo può essere visto come un trailer verso la scoperta delle molteplici vite dell’artista, che porta il pubblico, attraverso la mostra, a capire la tensione utopistica del regista e l’attrattiva del suo mondo. Una mostra che segue il flusso della vita di un’artista sofisticato e al tempo stesso contemporaneo attraverso opere, progetti, incontri, passioni, che sono diventate un laboratorio ricco di idee che continuano, ancora,  ad orientare maestri e a incoraggiare i giovani artisti.