Energia e ambiente
4 Novembre 2016
Lago di Bracciano: nasce un comitato per la tutela dell’ecosistema

BRACCIANO – Ecosistema lago di Bracciano a rischio a causa delle frequenti variazioni di livello. La fascia riparia costituisce infatti lo spazio nel quale l’habitat si mantiene e si rigenera. Causare danni in questa fascia significa condannare il lago ad un progressivo degrado. 
A lanciare l’allarme in chiare note arriva oggi un neo comitato, nato sabato 29 ottobre per cercare di favorire un sistema di partecipazione democratica nella gestione dell’intero ecosistema lacustre. L’incontro fondativo si è tenuto presso il circolo velico Il Gabbiano a di Vigna di Valle. Il Comitato, che riunisce studiosi, operatori turistici, giuristi, pescatori, comunicatori, cittadini dei tre paesi rivieraschi di Anguillara, Bracciano e Trevignano, intende promuovere, completamente a titolo gratuito, azioni di studio, consulenza e eventualmente coordinamento sulla gestione del lago, da tutti i punti di vista. Il dato di fondo da cui si è partiti sono, in particolare, i potenziali impatti che le escursioni del livello dell’acqua e la completa scomparsa della vegetazione ripariale determinano per l’ecosistema. Studi scientifici condotti sul campo dimostrano che anche per il lago di Bracciano intervengono sofferenze a causa delle variazioni del livello. E’ infatti nella fascia riparia che il lago concentra le proprie capacità di rigenerazione e molti chilometri quadrati di fondale possono rimanere esposti all’aria. Negli ultimi anni le variazioni del livello del lago di Bracciano, in particolare per ragioni antropiche che si sono aggiunte agli effetti dei cambiamenti climatici, ha subito repentini cambiamenti. Tutto ciò, a giudizio del comitato, costituisce un grave rischio per il mantenimento dell’ecosistema lago. Il Comitato ritiene prioritaria e si adopererà per favorire l’adozione di procedure democratiche e trasparenti che pongano fine al sistema di delega degli ultimi decenni, nella consapevolezza che l’acqua costituisce un bene comune e che il lago, se dovesse perdere le proprie capacità autodepurative, rischia di divenire un semplice invaso privo di funzionalità naturali. Tra gli obiettivi anche quelli di sensibilizzare la popolazione e di promuovere un coordinamento che, anche con il coinvolgimento delle istituzioni interessate, conduca ad una più consapevole gestione del bacino lacustre. “Con la perdita delle funzionalità ecosistemiche – spiegano gli esperti presenti – si avrà anche la perdita dell’attuale qualità dell’acqua, compreso l’uso potabile, a causa della crisi dei sistemi autodepurativi. Importanti variazioni di livello possono anche essere fisiologiche, ma l’intervento antropico moderno aumenta la frequenza senza concedere all’ecosistema tempi di adattamento indispensabili per il suo equilibrio. La riduzione del volume d’acqua disponibile agli ecosistemi lacustri – spiegano ancora gli esperti – è un tipo di stress “subdolo” perché ad apparenti e temporanei vantaggi per il suo sfruttamento turistico, ad esempio con la disponibilità di spiagge più estese, conseguono eventi fortemente negativi. Questi hanno ripercussioni sia per il turismo –  cattivi odori ed abbassamento della percezione ambientale positiva da parte delle popolazioni – e per l’educazione -perdita di esempi di naturalità – sia per lo stato di funzionamento dell’ecosistema e per l’ecologia delle specie lacustri con riduzione delle capacità autodepurative del sistema lacustre, sostituzione e scomparsa di specie, riduzione della biodiversità. Si registrano inoltre – proseguono gli esperti – altri fenomeni quali variazioni delle concentrazioni di nutrienti ed inquinanti, variazioni dell’idrodinamica costiera con accentuazione dei fenomeni erosivi, riduzione del valore frattale della linea di costa, scomparsa della vegetazione infralitorale, scomparsa dei siti di riproduzione dei pesci foraggio e riduzione della pressione idrostatica sulla falda”. Il comitato avvia un lavoro che necessariamente si prospetta interdisciplinare in quanto il lago di Bracciano costituisce una risorsa sotto vari punti di vista, turistico ma anche idropotabile, costituendo riserva idrica d’emergenza per Roma. (G.V.)