Apre il polo hi-tech di Terna
Energia e ambiente
24 Novembre 2016
Apre il polo hi-tech di Terna

Per l’eccellenza tecnologica Terna punta sulla Sardegna e in particolare su Codrongianos, in provincia di Sassari, dove il gruppo ha aperto per la prima volta il polo tecnologicamente più avanzato d’Europa a supporto e protezione delle reti elettriche: 250mila metri quadrati di ricerca, innovazione e hi-tech, un concentrato di soluzioni d’avanguardia con sistemi di accumulo, compensatori sincroni e cavi sottomarini unici al mondo.
«A chi dice che le aziende italiane non riescono a reggere la competizione a livello globale, Terna dimostra che è possibile e lo sta dimostrando. Il governo e il premier credono in questa azienda che continua a crescere», sottolinea il premier Matteo Renzi presente all’inaugurazione. «Sono molto orgoglioso di potervi mostrare per la prima volta l’eccellenza tutta italiana del polo tecnologico di Codrongianos. Questo luogo per decenni – commenta l’ad di Terna, Matteo Del Fante – ha rappresentato un punto fondamentale nella storia dell’elettrificazione della Sardegna e dell’Italia e da oggi lo sarà ancor di più anche per il futuro, grazie al lavoro dei nostri giovani ingegneri e delle imprese nazionali che collaborano all’iniziativa».
Terna punta decisamente sulla Sardegna dove ha investito e investirà in 10 anni complessivamente oltre 1 miliardo di euro. Oltre al polo di Codrongianos, il gruppo in Sardegna ha programmato una serie di interventi di sviluppo, ammodernamento e gestione della rete elettrica di trasmissione, per una spesa complessiva di circa 200 milioni di euro che si aggiungono agli 800 milioni di euro già impiegati sul territorio negli ultimi 10 anni, finalizzati a risolvere le attuali criticità e aumentare in modo significativo la sicurezza del sistema elettrico isolano, sia in termini di qualità che di continuità delle forniture di energia a imprese e cittadini. Tra le opere principali rientrano il riassetto della rete nell’area di Cagliari, che servirà anche a ridurre l’impatto delle infrastrutture elettriche attualmente presente sul territorio, le linee ‘S.Teresa-Tempio-Buddusò’ e ‘Selargius-Goni’, la stazione elettrica di Selegas e gli interventi per il potenziamento della rete elettrica in Gallura.
«L’impegno di Terna per lo sviluppo della rete elettrica nella Regione, infatti – sottolinea Del Fante – non si esaurisce qui: abbiamo pianificato circa 200 milioni di euro di investimenti per rendere il sistema elettrico ancora più efficiente, sicuro, sostenibile e soprattutto per integrare al meglio le fonti rinnovabili, che fanno della Sardegna una tra le regioni a maggior vocazione green del nostro Paese». Dal 2009 la capacità eolica in Sardegna è raddoppiata arrivando a superare 1.000 MW e quella fotovoltaica è cresciuta di 20 volte, a oltre 720 MW. La Sardegna rappresenta così un modello per il cambio di paradigma in corso nel settore elettrico diventando terra d’elezione per una ‘sperimentazione operativa elettrica’ unica al mondo: un’isola-laboratorio per le nuove tecnologie e le reti intelligenti il cui sviluppo Terna sta perseguendo anche in altri territori con il progetto Smart Island avviato al Giglio, Giannutri, Pantelleria e Certosa, con l’obiettivo di integrare rinnovabili, accumuli e mobilità elettrica per una rete più sicura, efficiente e sostenibile. Cinque i primati elettrici della Sardegna nell’area di Codrongianos. Lo Storage Lab all’interno del sito rappresenta un record mondiale nel settore delle batterie per numero di differenti tecnologie, ben 7, utilizzate contemporaneamente. E’ anche il polo elettrico tecnologicamente più avanzato d’Europa a supporto e protezione della rete elettrica. Inoltre, la Sardegna ha il primato italiano di ospitare i primi due compensatori sincroni di Terna, specificamente studiati per una migliore gestione delle fonti rinnovabili. Ancora, il cavo sottomarino Sapei, che collega l’isola al resto d’Italia, è il più profondo al mondo. Infine, un primato anche per il Sacoi, che collega la Sardegna alla penisola italiana tramite la Corsica: è stato il primo collegamento tri-terminale in corrente continua ad alta tensione al mondo, in funzione da 50 anni.