CIVITAVECCHIA – Sensibilizzare e prevenire la violenza conto le donne negli istituti secondari. È questo il senso del progetto “Creiamo tra noi cultura e rispetto” finanziato dalla Regione Lazio che, all’interno, ha racchiuso “Facciamo rete contro la violenza”, con l’associazione Differenza Donna in prima linea insieme alla Asl Rm4.
All’aula Pucci sono stati presentati i risultati del lavoro svolto con i ragazzi del Marconi che, come spiegato dalla tutor Sabrina Frasca, hanno risposto in modo sorprendente. “Siamo entrati nelle classi per favorire comportamenti di rispetto ed ascolto reciproco – ha spiegato – prendendo le distanze da modelli stereotipati, lavorando sulle emozioni, capendo come si fa ad avere relazioni autentiche senza ricadere in meccanismi di sopraffazione e violenza”. Video, immagini, fotografie e disegni. Gli studenti sono diventati protagonisti, chiamati a tirar fuori le emozioni, trovando le parole giuste per raccontarsi. “Hanno realizzato opere notevoli – ha aggiunto il dirigente scolastico Nicola Guzzone – mostrando una grande sensibilità rispetto a questi problemi. La loro risposta ci riempie di orgoglio perché sono loro il nostro futuro”. Tra le opere maggiormente rappresentative il disegno di Flavia Nicolini della VB SA: il viso di una donna, felice, che cerca di farsi strada dietro un volto in bianco e nero di una donna che ha subito violenza. “È un’esortazione a tutte le donne che subiscono violenze – ha spiegato la studentessa – ad uscire dalla gabbia del dolore e del silenzio per trovare serenità, rinascita e nuova vita”.
Durante l’incontro è stato distribuito l’opuscolo “Il rispetto che mi aspetto” contenente una serie di informazioni per riconoscere e prevenire la violenza nelle relazioni affettive. Soddisfatto anche il direttore generale della Asl Roma 4 Giuseppe Quintavalle, presente per illustrare l’impegno svolto dall’azienda sanitaria a favore della campagna informativa anti-violenza, “e per ricordare – ha spiegato – che i giovani detengono tra le loro mani il futuro della società. Occorre dare loro strumenti per rifiutare la violenza nei rapporti affettivi: costruire relazioni basate sull’uguaglianza e il rispetto significa gettare le basi per una società futura più sana e più rosa”.


