CIVITAVECCHIA – “Non è più pensabile l’abbandono dell’Appennino come uno scheletro. Purtroppo c’è stata la tendenza allo sviluppo solo delle ali del nostro Paese e delle grandi città e gli investimenti sono stati fatti nelle zone maggiormente abitate. Serve lavorare perché questi investimenti siano fatti non più solo in direzione nord-sud, ma anche tra Adriatico e Tirreno”.
A parlare è Giuseppe De Rita, presidente del Censis, che ha esortato la politica alla creazione di sviluppo nel centro Italia e che è stato l’ospite d’onore del convegno “La Ferrovia Civitavecchia-CapranicaSutri-Orte. Aspetti di sviluppo”, organizzato dal Comitato per la riapertura della linea ferroviaria e dal comune di Gallese.
Il convegno ha visto la presenza di tutti i parlamentari e dei consiglieri regionali eletti nella Tuscia. Presenti anche molti sindaci del territorio. Tutti si sono confrontati sull’indispensabilità della riattivazione della tratta, inserita il 24 gennaio scorso alla Camera nell’elenco delle Ferrovie turistiche nazionali.
Tutti gli interventi hanno puntato sulla priorità da dare all’asse trasversale est-ovest rispetto a quello nord-sud per lo sviluppo dei territori compresi tra l’alto Lazio, l’Umbria e le Marche, rilanciando le grandi opere nel centro Italia, tra cui la riapertura e l’adeguamento della linea Civitavecchia CapranicaSutri Orte, al fine di emancipare la Tuscia dalla sudditanza turistica e logistica rispetto a Roma.
Il tutto sfruttando le grandi potenzialità turistiche che deriverebbero dalla realizzazione della tratta che collega direttamente al porto di Civitavecchia che da la possibilità al territorio di intercettare migliaia di turisti.
Il convegno ha fatto registrare il tutto esaurito e, la presenza trasversale degli esponenti di tutte le principali forze politiche, ha confermato la comunanza d’intenti per l’effettiva realizzazione della linea ferroviaria Civitavecchia-Capranica-Orte.

