di GABRIELE TOSSIO
Scoprire Samuele Cerroni è come scoprire l’acqua calda: infatti nessuno ha avuto l’ardore di affermare ‘‘l’ho scoperto io’’ di recente. Del classe 1998 in forza da sempre al Civitavecchia sono stati spesi fiumi di inchiostro da almeno un paio di anni. Non è un fenomeno ‘‘Samu’’ sia chiaro, ma per l’età che ha è una punta di assoluto valore, un gioiello che si sta sgrezzando. Lo ha capito subito Pasquale Camillo, che gli ha dato la maglia numero 10 e un ruolo da spalla, accanto a sua maestà Vegnaduzzo. I grandi hanno tutti iniziato così, facendosi largo accanto ai grandi. Le storie che contano iniziano tutte più o meno in questa maniera. Cerroni-Vegnaduzzo è la coppia che può regalare un finale di stagione frizzante ai colori nerazzurri: il tandem su cui ha puntato e punterà tutte le sue fiches mister Camillo. Nel corso della recente storia nerazzurra Ottavio Insogna diede spazio a Cerroni, addirittura da titolare nel playout, poi anche Alessandro Amici e Gianluca Cesaro lo coccolarono, Gianluigi Staffa lo avrebbe preferito a Juan Carlos Garat, pensate un po’. Anche Paolo Caputo e Umberto Carmelino ne rimasero stregati: insomma un’onda gigantesca impetuosa Cerroni, che non può far altro che incresparsi, consentendo a tutti di far notare prorompenza di cui madre natura lo ha dotato. La ‘‘VeCe’’ (Vegnaduzzo-Cerroni) può divenire anche il tandem ad effetto per la stagione della definitiva consacrazione di Samuele e, soprattutto, del progetto Arduini: serie D in tre anni; siamo agli sgoccioli del secondo. Il giovane della settimana da incoronare è dunque Cerroni: gol e traversa colpita col Tolfa. Collinari che su suggerimento, acuto, dell’ex diesse nerazzurro Marcello Smacchia lo volevano fortemente ad inizio stagione, così come Patrizio Presutti, pronto a fiondarsi sul puntero per formare con Ruggiero una coppia sensazionale, oltre che giovanissima. Ivano Iacomelli e il direttore romano Sandro Fabietti hanno blindato Cerroni: mai scelta, verrebbe da dire, fu più azzeccata.


