di GABRIELE TOSSIO
Mattia Somma, portiere del Civitavecchia classe 1997, è cresciuto calcisticamente nel Tivoli. La sua carriera ha preso piede dopo aver militato nel quotatissimo Tor di Quinto di Massimo Testa. Ragazzo serio, educato e riservato al punto giusto, Mattia ha superato ormai l’impatto col massimo campionato regionale. In soli sette giorni Somma ha parato tre rigori: due a Casal del Marmo con l’Astrea, uno al Fattori con l’Almas. I nerazzurri hanno incassato tre punti in 180’ di gioco, ma il ventenne di origini romane è stato a dir poco sensazionale. «Per parare i rigori – narra Somma – ritengo non ci sia una tecnica particolare o un segreto, semmai conta l’istinto, la percezione su come potrebbe calciare il tuo avversario». Forse è la spiccata sensibilità di cui è dotato che ha portato il giovane Mattia a crescere in maniera esponenziale un poco alla volta. «Io devo molto a Staffa – conclude il numero uno nerazzurro – che mi ha voluto fortemente al Civitavecchia, ringrazio anche il preparatore Gigi Tizi: con lui c’è un rapporto speciale». Duecento chilometri per sostenere un allenamento (non ne ha mai saltato uno) è il sacrificio che porta Mattia Somma a cullare un sogno: quello di essere, un domani, più che un ‘‘number one’’ d’Eccellenza.

