Aral, la politica difende i dipendenti
Economia e Lavoro
15 Aprile 2017
Aral, la politica difende i dipendenti

FIUMICINO – «La salute dipende da ciò che mangiamo e da chi fa i controlli sui nostri cibi è una lezione che ogni giorno ascoltiamo da medici e nutrizionisti di ogni sorta ma sembra che nel Lazio questo pensiero non sia condiviso. La situazione dello smantellamento dell’Aral è inaccettabile». A prendere le difese dei lavoratori che rischiano il posto è l’on. Mario Baccini, presidente dell’associazione Cristiano popolari. «La situazione – aggiunge – va assolutamente recuperata per garantire sia i lavoratori competenti che hanno sempre salvaguardato la qualità del loro operato e dei cibi del Lazio sia per permettere alla nostra regione di non privarsi di un’azienda che garantisce e certifica in modo ottimale un servizio necessario. Si parla tanto di sostegno alle aziende a km0, di ecosostenibilità di incentivi al biologico e non si può dunque permettere la chiusura di una eccellenza di casa nostra. Presto incontrerò i lavoratori per assicurare tutto il sostegno possibile alla loro causa».
Anche i sovranisti di Storace si muovono: «L’Aral, associazione regionale allevatori Lazio con sede a Testa di Lepre, finanziata da contributi parte statali e parte regionali, sta chiudendo, con la messa in licenziamento dei 41 dipendenti. E tutto questo nel totale menefreghismo da parte della Regione», afferma Massimilinao Catini, referente locale e membro nazionale del Movimento di Storace. «Stiamo facendo i passi necessari in Regione . afferma Catini – per ottenre risposte su questa situazione e difendere i dipendenti da questa che consideriamo un’ingiustificata aggressione non solo a posti di lavoro ma a un diritto fondaemntale della collettività: la tutela della catena alimentare».

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