Impiegano troppo tempo a spostarsi, criticano il trasporto pubblico e chiedono più intermodalità, sono insoddisfatti del traffico ma scelgono ancora prevalentemente l’automobile per i tragitti quotidiani, che sia andare al lavoro, fare la spesa o portare i bambini a scuola. Sono gli italiani e il loro rapporto con la mobilità viene tracciato nella prima edizione dell’Osservatorio Europeo delle Mobilità, studio realizzato da Ipsos e The Boston Consulting Group, che traccia il quadro delle abitudini e della percezione sulle infrastrutture di spostamento in Europa da parte dei cittadini di dieci Paesi, tra cui l’Italia.
Secondo la ricerca, il 73% degli italiani sarebbe però pronto a ridurre l’utilizzo della propria auto se venissero effettuati gli investimenti necessari ed è anche per questo che chiedono più investimenti per l’intermodalità (72%). L’81% degli italiani, poi, pensa che le innovazioni future nel settore delle mobilità avranno conseguenze positive sulla propria quotidianità.
Ad emergere è anche l’insofferenza degli italiani al traffico, più insoddisfatti della media europea per quanto riguarda la scorrevolezza nelle ore di punta (62% contro 58%). Sono anche gli europei più critici per quanto riguarda l’intermodalità dei mezzi di trasporto: solo il 32% è soddisfatto dei punti di coincidenza tra i diversi mezzi (contro il 44% per la media europea). E sono inoltre i più critici in merito alla rete di trasporti pubblici urbani (35% contro 45%).
Gli italiani dedicano in media 10 ore e 40 minuti a settimana agli spostamenti (dal lunedì al venerdì), ossia 1 ora e 5 minuti in più rispetto alla media degli europei (che vi dedicano 9 ore e 35 minuti). In Italia come negli altri Paesi europei, l’automobile è il mezzo di trasporto imprescindibile e ciò per la quasi totalità dei tragitti quotidiani: che si tratti di recarsi sul luogo di lavoro o di studio (69% contro 61% della media europea), andare a fare la spesa alimentare «grossa» (86% contro 73%) o accompagnare i bambini a svolgere le loro attività quotidiane (64% contro 56%). I nostri connazionali, tuttavia, insieme ai greci sono quelli che utilizzano maggiormente un due ruote motorizzato per spostarsi (il 6% lo utilizza per recarsi sul luogo di lavoro o di studio, contro appena l’1% degli slovacchi, ad esempio).
La supremazia dei mezzi di trasporto motorizzati (più forte in Italia rispetto alla media dei Paesi europei) è dovuta in particolare al fatto che, per il 43% degli italiani (contro il 35% della media europea), è difficile utilizzare i mezzi pubblici nelle vicinanze di casa propria. In Italia, i tre principali motivi per cui non si utilizzano più spesso i mezzi pubblici sono gli stessi citati dalla media degli europei: la loro frequenza di transito troppo bassa (46%), destinazioni non adeguatamente servite dai mezzi pubblici (39%) o, ancora, un’eccessiva durata del tragitto (31%).
Gli italiani, così come gli altri europei, pensano in maggioranza che le autorità pubbliche non investano a sufficienza nelle infrastrutture di trasporto nelle zone in cui vivono. Gli investimenti che scarseggiano maggiormente riguardano l’accompagnamento delle nuove mobilità (il 77% giudica gli investimenti insufficienti per quanto riguarda lo sviluppo delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici, contro il 74% della media). Sono tuttavia gli europei più critici relativamente al livello di investimento in materia di punti di coincidenza tra diverse modalità di trasporto (il 72% giudica gli investimenti in materia insufficienti, contro il 61% della media europea) e in favore della rete di trasporti pubblici urbani (72% contro 60%). E chiedono iniziative volte a favorire l’intermodalità per riuscire a spostarsi più facilmente, in particolare: titolo di viaggio unico (74%), autostazioni collegate in modo migliore ai trasporti pubblici (76%), piazzole riservate all’ingresso delle autostrade dove lasciare la propria auto e prendere un altro mezzo di trasporto su autostrada o superstrada (62%).
Anche lo sviluppo dei servizi digitali è considerato prioritario dagli italiani per consentire loro di spostarsi più facilmente, ovvero una migliore informazione sull’offerta di trasporti pubblici disponibili nelle vicinanze di casa propria (71%) e le offerte di carpooling e car sharing disponibili (60%), itinerari completi con possibilità di associare più mezzi di trasporto (69%), o ancora soluzioni di pagamento tramite smartphone (60%).

